Testimonianze: Un’esperienza di Mandala

pubblicato 06 gen 2014, 08:11 da Annalisa Ippolito   [ aggiornato in data 06 gen 2014, 08:22 ]
Mariella Franzitta e' stata una insegnante di matematica, e' una counselor gestaltica, si scopre innamorata del mandala e, dopo che ci siamo incontrate piu' volte sulla via del mandala, molto gentilmente condivide con noi di mandalaweb.info una bella esperienza con il mandala come "ansiolitico naturale". 
Annalisa

La mia paura del volo è proverbiale,  non dico come quella di Meg  Ryan nel film French Kiss,  ma quasi;  in genere preferisco fare 18 ore di treno che  due di aereo!
Così quando mi vedo all’improvviso costretta a volare, passo almeno quattro giorni a tormentarmi (gli altri sono trascorsi nella preparazione del viaggio, per fortuna…)

Infine arriva il momento, sono rassegnata a tutto… anche a morire (?)…, in fondo si muore solo quando è la nostra ora e forse morire in aereo  può essere meno doloroso che di malattia. 
Stranamente il momento della partenza è quello che mi piace di più, mi sembra di correre fisicamente insieme con l’aereo e quindi mi innalzo con lui anche io... ma arriva presto il momento del disagio (chiamiamolo così):  lo spazio interno è minimo, i sedili sono ammassati, la finestra è piccola e sigillata (?),…

Mi guardo intorno: tutti sono apparentemente tranquilli, guardo le hostess: sono tranquille anche loro, buon segno!
Intanto, mangio con avidità, quasi meccanicamente,  il panino che mi hanno portato (meglio morire a pancia piena), bevo il succo di frutta e…mezzo bicchiere di vino (anche quello aiuta…)…,poi, l’idea: perché non fare un mandala? Ho con me i colori da viaggio che mi ha regalato mia figlia e un blocchetto, almeno la mente smetterà di produrre  visioni catastrofiche.

Inizio…

il mandala mi porta in un’altra dimensione e quando lo finisco ne incomincio un altro, questa volta geometrico, chiaramente senza compasso e righello. Mi impegna a tal punto che non riesco a finirlo, sul più bello mi dicono “Stiamo atterrando”! 

“Ma io non ho finito!” …  Però, che bella notizia! Soprattutto perché io sono calma, serena, tranquilla… siamo arrivati,  tutto qui? Ma è quasi bello volare…

Riprendo  in mano il blocchetto oggi, dopo due settimane e guardo il primo mandala fatto. E’ chiaramente espressione di un momento di frammentazione e di paura, dove ogni cosa è tuttavia al suo posto come un puzzle. Il disorientamento fa sì che ogni singolo pezzo debba essere contornato perché non  sfugga, magari vola via…

E’ un motivo in movimento che si è fermato nell’attimo in cui l’aereo ha preso il volo per riprendere la sua naturale  fluidità quando i problemi saranno risolti. La paura blocca ma non riesce ad annullare la sinuosità, il senso del movimento e dell’energia,  mi sembra lo scatto della macchina fotografica che fissa un istante.

I colori sono, da sempre, quelli che preferisco;  di nuovo, si insinua a tratti questo rosso violaceo; il centro, arancione, è preciso, solare nel suo caldo abbraccio.

Riguardando il mandala adesso, sento ancora una leggerissima sensazione di vuoto allo stomaco  insieme alle stesse emozioni dell’agire: concentrazione, gioia, curiosità, leggerezza , (siamo a 3000 m. di quota no?)

Quando l’aereo incomincia a ballare per pochi minuti la reazione è di fastidio: ”E no, accidenti, così non posso colorare…” e all’improvviso un’altra immagine con la stessa, netta sensazione:
...io piccola, sui quattro anni,  sulla nave Palermo -  Napoli, il mare è grosso, i miei genitori e la nonna distesi in cuccetta con la nausea mentre io, in piedi, fra i letti a castello, cerco di ballare cantando la rumba e mi arrabbio quando le onde mi fanno perdere l’equilibrio…

Per un attimo la nave e l’aereo si con-fondono, diventano tutt’uno, la bimba  e la donna di oggi,  sono  corpi vuoti, come vestiti, senza importanza. 

Esiste una sola dimensione, quella dell’ “essere”
Ma noi non siamo energia  pura?
Momento sacro in cui si annullano le barriere del tempo e dello spazio……..ed emerge l’essenza….. 
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Per la cronaca, nel viaggio di ritorno  non ho avuto bisogno del mandala… mi sono lasciata incantare dalla visione fiabesca,  magica, dei Pirenei  e delle Alpi ricoperti di neve … Che meraviglia!
Però……non so se tornerò a volare…   

Mariella Franzitta