Persone e Mandala

Nel mio viaggio sulla via del mandala ho incontrato, conosciuto o
scambiato opinioni, studi e opere con artisti, esperti, amanti dell'arte del mandala.
In questa pagina trovano spazio i loro contributi.

































Testimonianze: Il mandala tempo di cambiamenti

pubblicato 07 ott 2015, 00:40 da Annalisa Ippolito   [ aggiornato in data 07 ott 2015, 01:26 ]

La sezione Testimonianze si arricchisce di una riflessione: Eloisa Agliata e' una dottoressa in filosofia e counselor gestaltica; ci siamo incontrate sulla via del mandala e ogni volta l'impressione di avere incontrato un'anima affine mi accompagna forte. Con grande gioia ho assistito al fiorire di una bella anima e di una professionista seria e dedicata. Insieme abbiamo parlato, immaginato il mondo "mandalicamente" e con profonda emozione ho visto le sue visioni prendere forma nel suo primo laboratorio dedicato a questo strumento. Mi pregio  di aver raccolto questa sua testimonianza sul mandala per condividerla con tutti i lettori come ringraziamento per il grande dono del "cerchio sacro". 


Da sempre il “ conosci te stesso” ha guidato la mia vita; da quando ero bambina ho sempre sentito un desiderio di conoscenza che non mi permetteva di accontentarmi di ciò che appariva ai miei sensi e via via che crescevo le grandi domande esistenziali che da sempre l’Uomo si è posto iniziavano a farsi spazio dentro di me: “ Chi sono, da dove vengo, qual è il senso da dare alla mia vita.” Ecco, credo che sia proprio la ricerca di senso che mi abbia spinta ad incontrare il Mandala, o forse a riconoscerlo. 

Ricordo ancora quando in un sogno, durante un momento di grande confusione e cambiamento mi apparve questa forma circolare con un puntino al centro: da lì è iniziato un viaggio. Ho cominciato dapprima con il colorare Mandala ed ogni volta che i colori prendevano forma ne ero rapita, il tempo volava, e terminata la colorazione avvertivo al mio interno un cambiamento che in seguito ho imparato a codificare come “centratura”: il Mandala mi guidava nel mio centro. Approfondendo sempre di più la conoscenza di questo simbolo, mi rendevo conto delle profondità nelle quali era capace di condurmi. I colori, le figure che liberamente lasciavo che venissero a galla dopo ogni Mandala mi guidavano in una dimensione misteriosa e sconosciuta che piano  - piano salivano alla mia coscienza e consapevolezza. 

Ogni appuntamento con il Mandala era ed è un appuntamento con il mio spazio sacro, quello abitato dall’anima. Con il tempo ho imparato essere uno spazio da rispettare, onorare e proteggere. Questo è per me il Mandala: dialogo e scoperta con e di se stessi, del principio che ci anima verso la realizzazione di esseri umani.
E’ come se rappresentasse la danza circolare della vita e quel movimento di evoluzione a spirale di cui parlava Jung: quel continuo movimento che dall’interno verso l’esterno e dall’esterno verso l’interno prosegue in un processo di armonizzazione degli opposti, da noi agli altri e dagli altri verso di noi.

Oggi, grazie anche all’incontro con altre persone tra cui Annalisa che ringrazio profondamente, sono consapevole, che tutta questa ricchezza è un dono ricevuto da condividere, così è nata l’idea del laboratorio di autoconoscenza sul femminile condotto a giugno con l’Associazione Hermes di Taranto e La casa delle Donne. E’ stata un’occasione di grande scambio tra tutti i partecipanti. Il Mandala, ancora una volta, mi ha stupita con il suo grande potere di arrivare all’essenza ed al cuore di chi è pronto a ricevere e ad accoglierne il suo messaggio. 
Per me, il suo, di messaggio, è stato potentissimo: è tempo di cambiamenti….
….e il viaggio continua...
Eloisa Agliata

I 'Mandala' di Philippe Waty

pubblicato 27 set 2015, 09:16 da Annalisa Ippolito   [ aggiornato in data 27 set 2015, 09:17 ]

Fino al 10 ottobre a Bruxelles, presso la galleria INTUITI ha luogo una mostra dal titolo: “Mandala”. 

L'autore delle opere è Philippe Waty, esponente della moderna pop art, che dagli anni '70 ha elaborato una filosofia espressiva improntata alla lettura e rielaborazione di Logo e simboli che sono parte della nostra esperienza quotidiana. Nell'ottica che ogni simbolo ha un significato, più o meno celato e sublimato, Waty si lancia nell'esplorazione di geometrie antiche e la sua figura più compiuta: il cerchio. 


Le sue opere introducono  in un mondo di colori e forme esplosivi e, dove non c'è spazio per le sfumature, tutto è molto esasperato e impresso con ardore nuovo. Waty con i suoi mandala unisce l'espressione del movimento artistico degli anni '80 e '90 che ha guardato alla pop art e il grafismo della pubblicità, dei loghi e delle insegne.


Le sue figure,  assumono nuove funzioni e soprattutto nuovi significati, traducendosi in un linguaggio visionario e innovativo, che danno una lettura della realtà completamente nuova e alternativa.


I mandala di Waty costituiscono una sfida ai nostri sensi e una sfida all'armonia e all'equilibrio che siamo abituati a cercare nel mandala. 


L'arte di Waty è un'arte che guarda alla strada, al mondo contemporaneo, alla “scrittura” pubblicitaria degli anni 80 e 90 dello scorso secolo, quando la sua già forte espressività si riempie di colori primari e forme di una compiutezza estrema.


Molto interessante come esperienza di contemporaneità il connubio tra il linguaggio del colore puro,e l'antico e atavico significato del cerchio, sinonimo di infinito. 


Il tentativo di creare un legame nuovo tra quei simboli antichi e il colore puro è nell'intenzione dell'artista un tentativo per trasformare la realtà, o quello che questi simboli rappresentano, in qualcosa d'altro. Perché uno dei ruoli dell'artista è anche quello di trasformare e riscrivere la realtà, renderla interessante tramite un gioco. Perché come espresso in una intervista l'artista in fondo gioca.


Una interessante retrospettiva dedicata a questo artista scomparso nel 2012 di cui ci restano alcuni mirabili e sicuramente provocatori mandala.


Info:
http://galerie-intuiti.tumblr.com/



Parlando di mandala con Sue O'Kieffe

pubblicato 07 set 2015, 03:37 da Annalisa Ippolito   [ aggiornato in data 07 set 2015, 03:37 ]

Sue O'Kieffe e' un'artista visionaria e ispirata dalla natura e dagli elementi, crea mandala elaborando le sue foto e ascoltando l'ispirazione della voce interiore.
Ora ho il piacere di condividere questa sua testimonianza sul mandala e il suo modo originale di crearli. 
un bello scambio che nasce dalla nostra frequentazione telematica che dure da anni quando entrambe frequentavamo uno dei primi forum sul tema...

Ci racconta di come ha conosciuto il mandala al college, come ha cominciato ad elaborare i mandala partendo dalle sue fotografie nel 2005, di come si lasci ispirare dalla natura e dai messaggi del cosmo...

Clicca qui per la versione integrale in inglese e buona lettura.


“Mandala di Riso – Dal risone al rosone” a Vercelli maggio 2015

pubblicato 20 mag 2015, 06:31 da Annalisa Ippolito   [ aggiornato in data 21 mag 2015, 09:11 ]

Nulla accade per caso. E' un detto al quale credo, cosi' quando tra le mail che ricevo trovo quella di Livio Bourbon mi incuriosisco e ci sentiamo per telefono. Scopro un evento che mi piace proprio raccontare, invitando tutte e tutti quelli che possono a partecipare.
A Vercelli dal 22 al 24 maggio  all'interno della Borsa Merci e' realizzato un grande mandala di riso che inscritto in un quadrato di 400 metri quadri risulta essere il piu' grande mandala di riso al mondo.

Alla realizzazione contribuiscono gli studenti del Liceo Artistico Alciati, e quelli delle scuole medie di Avogadro e Pertini, riproducendo il rosone della facciata della basilica di Sant'Andrea. 

La costruzione prevede l'uso di piu' di 2000kg di scarto della lavorazione del riso, (che alla dissoluzione sara' recuperato e dato in pasto agli animali delle cascine della zona) e sara' di tre qualita': Nerone (nero), Kolorado (rosso), Gloria (bianco).

Il mio stupore e l'ammirazione per questo evento si colorano di un tocco personale, in quanto insegnante di storia dell'arte e appassionata studiosa di mandala, l'evento mi entusiasma. E mi ispira alcune riflessioni.

Livio Bourbon mi conferma che alcuni monaci e il vescono di Vercelli benediranno il mandala al termine della sua realizzazione dando a questo evento un significato spirituale dalla forte simbologia

Il mandala orientale e' uno strumento di meditazione, il rosone nella chiesa medievale, ha la stessa funzione catalizzatrice dell'attenzione del fedele. Entrambi sono un ponte nell'anima tra l'essere umano e il divino. Entrambi guidano lo spirito del meditante e del fedele verso la conoscenza della Verita' e l'apertura all'amore di Dio. Entrambi hanno l'importante funzione di promuovere l'unione del mondo personale, interirore, il cosiddetto “microcosmo” con il mondo esterno, trascendente, spirituale il ”macrocosmo”. 

La straordinaria commistione dei due orientamenti unisce in unico simbolo unitario, il cerchio mandalico, sia il mondo orientale sia quello occidentale con significati di amore e pace. In un cerchio non ci sono privilegi, non ci sono differenze, le distanze dal centro sono le stesse in ogni punto, e' una sfida entrare nel mandala e conoscere se stessi. Mantenere la propria personale individualita' eppure sentirsi parte di un tutto, legati ad un infinito di cui si comprende l'immensita' e' una esperienza eccezionale e nel mandala, come nel rosone, questo e' possibile. 

Il mandala e' una offerta, un ringraziamento
e in questo caso creato con il riso di tre colori puo' essere visto come un particolare gesto di ringraziamento alla generosita' con cui nel Vercellese la terra dona il riso ai suoi abitanti infuenzandone la vita quotidiana, l'economia e la cucina.

Nell'uso dei colori, incontro la terza riflessione, i colori originali degli yantra sono bianco, nero e rosso. Nello yantra questi tre colori rappresentano le tre qualita' della natura materiale (prakti); al bianco e' associata sattva, indica la luminosita', la luce della natura manifesta, la piu' pura; al rosso e' associata la qualita' rajas, il principio generativo, dinamico della creazione; al nero e' associato tamas, la forza discendente, l'aspetto dell'orscurita' dell'indolenza “dell'ignoranza”. 
I colori sono una forza simbolica, indicano uno stato di coscienza e non sono mai usati casualmente nello yantra come nel mandala, cosi' come nelle antiche vetrate medievali i colori erano un richiamo alla luce divina. 
Il riso con i suoi tre colori fondamentali stende un filo tra Vercelli e le il Sub~continente indiano, dove gli yantra fungono da veicoli per la meditazione e con scopi protettivi e beneagurali. 
L'ultima riflessione e' personale, il rosone di Sant'Andrea a Vercelli e' il primo mandala tra quelli che ho colorato... e lo conservo ancora con affetto, come una pietra miliare nel mio cammino personale e di scoperta. Ecco il mio grazie di condivisione perche' nulla accade per caso. 

Per ogni informazione sulle giornate di Vercelli  
o sulla pagina FaceBook

Workshop Donne e Mandala - Roma - 15 marzo

pubblicato 16 mar 2015, 16:30 da Annalisa Ippolito   [ aggiornato in data 16 mar 2015, 17:05 ]

Il 15 marzo si e' svolto a Roma l'incontro "Donne e Mandala un incontro alla scoperta del cerchio sacro tra simboli e colori", presso il centro Spazio MACSI un gruppo di donne si e' incontrato per dedicarsi all'esperienza del mandala. 

La giornata e' volata via tra simboli, colori, qualche lacrima, molti piu' sorrisi e la sperimentazione di noi stesse e delle nostre capacita' creative attraverso il mandala.

Insieme, sconosciute e riconosciute, sedute in cerchio nel grembo della grande dea, abbiamo celebrato il nostro femminile confrontandoci e crescendo, offrendoci reciprocamente spunti di riflessione e rendendoci partecipi delle sensazioni e delle nostre creazioni mandaliche.

Alla fine ci siamo regalate un mantra collettivo, l'augurio del gruppo e, io con piacere, lo pubblico qui perche' si espanda e vibri per ogni donna che lo desideri. 

"Mi accetto con rispetto,
Libero con fiducia la mia aggressivita' e,
Con coraggio e leggerezza
Accolgo l'amore"

Nella galleria qui sotto alcuni momenti della giornata accompagnata dal un enorme Grazie a tutte e a ciascuna...

 


TESTIMONIANZE: 1000 MANDALA di Sara Campagna

pubblicato 17 set 2014, 02:57 da Annalisa Ippolito   [ aggiornato in data 17 set 2014, 03:11 ]

Il settore Testimonianze si arricchisce di una bellissima esperienza, che pubblico con l'auspicio che possa essere utile anche ad altre persone, per pensare e riflettere per ringraziare del grande dono che condividiamo.
Grazie a Sara e ai piccoli appassionati di mandala. Annalisa

Dico sempre che giro intorno al Mandala da quando avevo circa vent’anni e lo dico con sincerità perché il mio è stato un percorso lento e calmo nei confronti del Mandala.
Ora di anni ne ho quarantotto e qualche tempo fa - quando mi sono resa conto che la mia casa e la mia vita erano piene di cerchi e di mandala - ho capito che ero nel Mandala!
Ho alle spalle passioni e professioni che ho convogliato in Laboratori artistico creativi sia per adulti che per bambini, nei quali ho la specializzazione.
Ho la passione per i “piccolissimi” e porto la conoscenza e la magia del Cerchio sin negli Asili nido: uno spettacolo!
Questa primavera Annalisa, venendo a conoscenza di un progetto che avevo in corso, mi ha chiesto di dare la mia testimonianza ed è quindi con piacere che scrivo per Mandalaweb questa mia ultima e bellissima esperienza! 

“Quest’anno ho realizzato un Progetto sul Mandala presso una scuola primaria di Todi, in Umbria regione nella quale vivo.
L’opportunità è stata davvero grande in quanto il progetto ha coinvolto un intero plesso scolastico con la partecipazione di tutte le classi, dalle prime alle quinte, e di tutto il personale docente, compreso gli insegnanti di sostegno.
Ho lavorato con 165 bambini nell’arco di quattro mesi: il Mandala ha davvero trovato il modo di esprimersi!

Le tecniche di realizzazione sono state varie: individuali, a gruppi e collettivo; con matite, 
acquarelli e gessi; su carta, cartoncino, alluminio, stoffa e sassi; e infine per terra con materiali naturali – riso, sassi, mais, sabbie colorate ecc.
Inoltre al progetto ho dato un taglio multiculturale, proprio per ben inserirlo come complemento di un programma scolastico: per favorire e sviluppare quest’aspetto mi sono avvalsa di immagini, musica etnica ed esercizi di gruppo in Cerchio. Questa modalità che muove più centri di conoscenza ed apprendimento dell’essere umano ha valorizzato ulteriormente l’efficacia del Mandala.
Esso quindi è stato vissuto sia come strumento di espressività artistica ed architettonica e sia come strumento di conoscenza in genere (uomo-terra-universo): il Mandala in Natura posso proprio dire che è stato percepito, osservato ed apprezzato e so che costituirà fonte di relazione per il resto della loro vita! E non è potuto mancare, in ultima lezione, il messaggio di unione e di Pace che il Mandala trasmette.
Messaggio che i bambini sentono molto...

Posso dire che tutti si sono appassionati, compreso il personale ausiliario! 
Tutti hanno trovato: hanno trovato forme e colori, vitalità ed equilibrio, singolarità e coesione, filosofia e scienza... per quella magia che il Mandala riesce sempre a creare con la sua legge del “divenire”, con il suo respiro concentrico che in ogni attimo ci fa scegliere dove stare, riservandoci sempre un posto: proprio quello che fa per noi in quel momento!
E’ questo che hanno sentito e colto i bambini: che c’era un posto per tutti, ognuno con il suo livello ed il proprio modo di esprimersi. L’azione accogliente, compenetrante e non giudicante del Mandala ha fatto sì che anche i bambini più solitari, difficili o “diversi” nell’arco di qualche lezione siano riusciti ad esprimersi liberamente, partecipare e donare la propria fiducia... con grande sorpresa delle maestre e massima gratificazione da parte mia! Io che nel Mandala ci credo e ci lavoro non per moda ma per passione e scelta professionale: il mandala attiva la maieutica e l’autoconoscenza e quindi aiuta i bambini a scoprire, scoprirsi, osservare e relazionare.

1000 Mandala abbiamo fatto! 1.000 Mandala abbiamo esposto alla mostra finale: i bambini erano felicissimi e non è finita qui: l’ultimo giorno di scuola abbiamo fatto tutti insieme un Cerchio intorno alla scuola, un “Mandala vivente” di 180 persone!
Perché il Mandala non è solo un disegno ma un modo di essere e di fare. E i bambini lo hanno capito, capito e dimostrato con le loro opere e le loro innumerevoli domande e riflessioni.
Hanno apprezzato tutti i mandala delle culture prese in considerazione ma riporto con particolare accento l’interesse suscitato dalla struttura del mandala tibetano, che peraltro con grande istinto si sono messi a realizzare da soli dopo la visione delle immagini e prima ancora che io dessi loro alcuna indicazione!

In particolare una immagine colpiva sempre tutte le classi: un Mandala di Kalachakra che avevo trovato su sfondo dorato. Ogni volta che mostravo questa immagine la stanza si riempiva di meraviglia, stupore e acclamazione e dovevo sempre soffermarmici parecchio perché quello che suscitava il cosmogramma con la sua geometria era davvero entusiasmante...

A me queste 4 porte sono proprio piaciute!”

“Maestra Sara ma se le 4 porte sono anche le 4 direzioni allora possiamo dire che anche il centro fa un’altra direzione?” - vi assicuro che è un’intuizione grandissima e che il bambino in questione aveva meno di 7 anni!

Porto nel cuore le loro riflessioni, le infinite domande e curiosità, nonché i grandi silenzi di ascolto partecipativo e nella mente porto soprattutto le immagini degli esercizi di gruppo in Cerchio con la musica...

Porto in ultimo la grande spinta che questo progetto mi ha donato: nel vedere come Tutti veramente riescano a trovare un posto, un modo e soprattutto se stessi in modo istintivo ed in tempi brevi, ho deciso di formarmi come Arteterapeuta.

Con la speranza e l’augurio di proseguire sempre di più nel cammino della Conoscenza ed in compagnia del Mandala...”

Sara Campagna, 13 luglio 2014


Testimonianze: Il messaggio di Lucia

pubblicato 04 mag 2014, 01:13 da Annalisa Ippolito   [ aggiornato in data 04 mag 2014, 01:28 ]

Una nuova testimonianza che pubblico riconoscente e con il permesso di Lucia.
Grazie per la bella condivisione. Annalisa
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Cara Annalisa,
              ieri sera ho riguardato i due lavori fatti sugli inconciliabili e sono giunta alla conclusione che l’uno senza l’altro non possono stare. Devo essere sincera, li avrei buttati entrambi tanto non mi piacevano. Ma ieri sera li ho guardati meglio, uno vicino all’altro, e ho capito che il paesaggio luminoso e bucolico per me da solo è stucchevole senza quell’ombra, che pure da sola sarebbe forse troppo cupa.
L’una completa l’altra e solo insieme possono stare.

E poi ho ripensato al cuore che ho disegnato all’inizio e penso che solo ciò che rappresenta “l’amore incondizionato” possa essere la chiave da utilizzare, se ci si riesce essendo comunque molto impegnativo, per guardare l’ombra e anche la propria rabbia senza fare danni a se stessi e agli altri.

i miei lavori potrebbero essere letti anche in base alla mia esperienza di vita. Undici anni fa ho dovuto affrontare una terribile malattia e proprio prima di iniziare la chemioterapia scrissi una poesia, senza pretese letterarie ovviamente, che si concludeva proprio con fiumi di lava incandescente che avrebbero dovuto distruggere le eventuali cellule maligne rimaste in circolo. Se riguardo il mio lavoro sulla rabbia mi sembra di rivedere quei fiumi di lava, ed è forse per quello che alla fine del lavoro, anche se stanca, sorridevo. E quello che tu hai suggerito che potrebbe essere una primavera forse può essere vista come una rinascita.

Queste sono le mie riflessioni sull’intensa esperienza fatta insieme. Mi è sembrato giusto condividerle con te. 
Grazie e buona vita a te. Lucia

Pietre e cristalli nei Mandala dall’Africa

pubblicato 29 mar 2014, 09:08 da Annalisa Ippolito

Ronel E Duvenage e’ una eclettica artista africana e ci racconta come abbia iniziato senza nemmeno rendersi conto di creare e dipingere o colorare forme mandaliche se non propri mandala e di come, alla soglia dei cinquanta anni, abbia scoperto materiali speciali come le pietre e i cristalli.

Ci racconta di quanto le pietre siano dei portatori di salute, abbiano facolta’ guaritrici e di quali siano le sue fonti di ispirazione. Benche’ le immagini scaturiscano dalla sua interiorità, interamente fatte a mano, e come, nei "Sacred Dream Mandalas”, posata una pietra in centro poi tutto il lavoro proceda autonomamente.

L’intera intervista e’ in inglese a questa pagina: http://url.mandalaweb.info/MandalafromAfrica

Testimonianze: Un’esperienza di Mandala

pubblicato 06 gen 2014, 08:11 da Annalisa Ippolito   [ aggiornato in data 06 gen 2014, 08:22 ]

Mariella Franzitta e' stata una insegnante di matematica, e' una counselor gestaltica, si scopre innamorata del mandala e, dopo che ci siamo incontrate piu' volte sulla via del mandala, molto gentilmente condivide con noi di mandalaweb.info una bella esperienza con il mandala come "ansiolitico naturale". 
Annalisa

La mia paura del volo è proverbiale,  non dico come quella di Meg  Ryan nel film French Kiss,  ma quasi;  in genere preferisco fare 18 ore di treno che  due di aereo!
Così quando mi vedo all’improvviso costretta a volare, passo almeno quattro giorni a tormentarmi (gli altri sono trascorsi nella preparazione del viaggio, per fortuna…)

Infine arriva il momento, sono rassegnata a tutto… anche a morire (?)…, in fondo si muore solo quando è la nostra ora e forse morire in aereo  può essere meno doloroso che di malattia. 
Stranamente il momento della partenza è quello che mi piace di più, mi sembra di correre fisicamente insieme con l’aereo e quindi mi innalzo con lui anche io... ma arriva presto il momento del disagio (chiamiamolo così):  lo spazio interno è minimo, i sedili sono ammassati, la finestra è piccola e sigillata (?),…

Mi guardo intorno: tutti sono apparentemente tranquilli, guardo le hostess: sono tranquille anche loro, buon segno!
Intanto, mangio con avidità, quasi meccanicamente,  il panino che mi hanno portato (meglio morire a pancia piena), bevo il succo di frutta e…mezzo bicchiere di vino (anche quello aiuta…)…,poi, l’idea: perché non fare un mandala? Ho con me i colori da viaggio che mi ha regalato mia figlia e un blocchetto, almeno la mente smetterà di produrre  visioni catastrofiche.

Inizio…

il mandala mi porta in un’altra dimensione e quando lo finisco ne incomincio un altro, questa volta geometrico, chiaramente senza compasso e righello. Mi impegna a tal punto che non riesco a finirlo, sul più bello mi dicono “Stiamo atterrando”! 

“Ma io non ho finito!” …  Però, che bella notizia! Soprattutto perché io sono calma, serena, tranquilla… siamo arrivati,  tutto qui? Ma è quasi bello volare…

Riprendo  in mano il blocchetto oggi, dopo due settimane e guardo il primo mandala fatto. E’ chiaramente espressione di un momento di frammentazione e di paura, dove ogni cosa è tuttavia al suo posto come un puzzle. Il disorientamento fa sì che ogni singolo pezzo debba essere contornato perché non  sfugga, magari vola via…

E’ un motivo in movimento che si è fermato nell’attimo in cui l’aereo ha preso il volo per riprendere la sua naturale  fluidità quando i problemi saranno risolti. La paura blocca ma non riesce ad annullare la sinuosità, il senso del movimento e dell’energia,  mi sembra lo scatto della macchina fotografica che fissa un istante.

I colori sono, da sempre, quelli che preferisco;  di nuovo, si insinua a tratti questo rosso violaceo; il centro, arancione, è preciso, solare nel suo caldo abbraccio.

Riguardando il mandala adesso, sento ancora una leggerissima sensazione di vuoto allo stomaco  insieme alle stesse emozioni dell’agire: concentrazione, gioia, curiosità, leggerezza , (siamo a 3000 m. di quota no?)

Quando l’aereo incomincia a ballare per pochi minuti la reazione è di fastidio: ”E no, accidenti, così non posso colorare…” e all’improvviso un’altra immagine con la stessa, netta sensazione:
...io piccola, sui quattro anni,  sulla nave Palermo -  Napoli, il mare è grosso, i miei genitori e la nonna distesi in cuccetta con la nausea mentre io, in piedi, fra i letti a castello, cerco di ballare cantando la rumba e mi arrabbio quando le onde mi fanno perdere l’equilibrio…

Per un attimo la nave e l’aereo si con-fondono, diventano tutt’uno, la bimba  e la donna di oggi,  sono  corpi vuoti, come vestiti, senza importanza. 

Esiste una sola dimensione, quella dell’ “essere”
Ma noi non siamo energia  pura?
Momento sacro in cui si annullano le barriere del tempo e dello spazio……..ed emerge l’essenza….. 
                                       ●                    ●                      ●                    
Per la cronaca, nel viaggio di ritorno  non ho avuto bisogno del mandala… mi sono lasciata incantare dalla visione fiabesca,  magica, dei Pirenei  e delle Alpi ricoperti di neve … Che meraviglia!
Però……non so se tornerò a volare…   

Mariella Franzitta

Testimonianze: La mia esperienza con il Mandala tra C. G. Jung e R. Assagioli

pubblicato 06 gen 2014, 07:07 da Annalisa Ippolito   [ aggiornato in data 06 gen 2014, 09:20 ]

Cinzia Ferro e' una psicologa e psicoterapeuta da circa trent'anni. Ci siamo incontrate piu' volte  nell'esperienza del mandala e con piacere pubblico la sua testimonianza sul suo incontro con il mandala. 
Annalisa

Il filo rosso della mia vita è  sempre stata la ricerca spirituale con la certezza che qualcosa di importante aveva sempre occhieggiato alla mia vita. Il mio compito era permettermi di comprendere e  “stare al passo con la mia anima”, tutto il resto sarebbe venuto con determinazione e Grazia. La Grazia di poter Amare e dunque di andare oltre la personalità.  Poter  ritrovare e ricostruire il Centro Unificatore  che dalla dispersione porta all’aggregazione, dalla disarmonia all’armonia, dalla molteplicità all’unità. Superare le identificazioni emotive, risolvere conflitti e scissioni trovando, ogni volta un “punto più alto” di aggregazione e di sintesi. (vedi Roberto Assagioli). Quando le funzioni psicologiche si elevano, si raffinano come in un processo alchemico dove la trasmutazione dei metalli grezzi  ci conduce all’oro. Oro di noi stessi, espressione delle parti più elevate di noi. Volontà ed amore transpersonali , caritas ed agape, fino a giungere all’ultima fase della realizzazione del SE’, la comunione del SE’ transpersonale con il SE’ universale. (vedi Roberto Assagioli). E’ in questo clima personale che ho incontrato il
Mandala. Era estate ed ero ad Asiago e mentre stavo decidendo, un po’ annoiata, di tornare in pianura, vidi le indicazioni di una mostra di pittura.  Entrai, era una raccolta di mandala esposta ai visitatori. “Stupendi - mi dissi- erano uno più bello dell’altro”. Ero affascinata, e mi precipitai all’entrata dalla giovane signora che sembrava proteggere queste meraviglie.  M’iscrissi al corso che avrebbe fatto il fine settimana. Così iniziò questa avventura ( altri insegnanti si susseguirono) consapevole che l’Universo aveva risposto ad uno dei miei sogni.

C.G. Jung prima e R. Assagioli poi, mi hanno insegnato a cercare il Centro (uno dei simboli esoterici), la mia essenza, a rivolgere l’attenzione all’interno e a contenere tutto quanto possa disperdere o diluire la mia forza interiore. Credo di aver sempre saputo che dentro di noi abbiamo tutto ciò che ci serve per vivere pienamente ed armoniosamente la nostra vita. Anni prima, avevo avuto delle esperienze mandaliche  spontanee. Così come Jung affermava il mandala può avere “ … considerevoli effetti terapeutici sui loro autori. Queste immagini … rappresentano spesso un tentativo molto audace di cogliere e sanare contrasti apparentemente inconciliabili e di superare divisioni apparentemente irriducibili. Già un mero tentativo in questa direzione ha di solito un effetto benefico, a condizione però che avvenga spontaneamente.” C.G.Jung

Era naturale quindi il mio desiderio di approfondimento ed anche, in seguito, il mio desiderio di restituire, con l’insegnamento, quanto mi era stato preziosamente donato. A mano a mano che conoscevo il mandala e la sue funzioni mi spingevo in profondità, all’interno di me e cominciavo a scorgere la Forza e la Pace del mio Centro. Lentamente, mi resi conto che il mandala era diventata una metafora di come sarebbe dovuta essere la mia vita e quella di tutti gli esseri umani. Trovare l’armonia tra i nostri vari aspetti  che possono essere opposti, ma che non si contrappongono mai all’unità. Quando insegno, ripeto con assertività che la simmetria contenuta nel simbolo mandalico è ciò che tutela la forza e la potenza del simbolo stesso. Quindi, traslando, la nostra vera forza è l’armonia. Concetto espresso dallo psichiatra fiorentino R. Assagioli e dalla maggior parte dei maestri spirituali. Dunque armonizzare la personalità, organizzare ed integrare progressivamente le energie manifeste e quelle latenti. Favorire il processo di consapevolezza e di trasformazione, aggregare ed unire in un tutto armonico. Capivo che avrei dovuto trasformare la mia vita in un mandala governato dall’energia centrale che irradia ordine,  stabilità e pace. Sentivo la forza  crescere dentro di me e mi stupivo nel cogliere l’energia con la quale certe mie caratteristiche emergevano dall’inconscio. Il disordine iniziale, lentamente si ricomponeva infinite volte fino a quando percepivo l’equilibrio raggiunto. La bellezza nasceva come quando si scopre un giardino in  fioritura, senza sbavature, né eccessi, assecondando un flusso naturale ed ordinato, equilibrato. Disegnavo e ridisegnavo il mio mandala interiore trovando il giusto posto ad ogni mia energia, pensiero, tendenza, manifestazione, idea. Era come costruire il caleidoscopio della mia vita, ricco come l’universo, magnetico, profondo e “giusto”. Di quella giustezza che non fa nascere incertezze, come un calcolo matematico che non lascia spazio alle approssimazioni. Sentivo un richiamo che non sapevo identificare, ma che mi portava sempre sulla strada di nuovi equilibri  come se ogni volta il mio mandala interiore si ricomponesse rinvigorito da nuove armonie. Avevo la sensazione di avvicinarmi sempre un po’ di più a quello che ciascuno di noi tiene stretto nel suo “cuore”, ad una verità sempre posseduta, ma completamente dimenticata. Mi stavo ritrovando in una profondità-altezza ordinata che aveva la sua cadenza , il suo ritmo. Il mio mandala si apriva a nuove sfaccettature e brillava come un diamante ritrovato.

Il motivo di base dei mandala:”…..é l’idea di un centro della personalità, di una sorta di punto centrale all’interno dell’anima, al quale tutto sia correlato ….. L’energia del punto centrale si manifesta in un impulso a divenire ciò che  si è …. ad assumere la forma caratteristica della propria natura”. C.G.Jung 
Ed ancora, diventavo consapevole che, al di là delle mie identificazioni, io sono “ …. un punto di Fuoco, eterno, immortale e perfetto”. (R. Assagioli)
Credo davvero che questo lavoro interiore durerà per l’intera mia vita, con fasi sempre nuove, in un movimento articolato e  dinamico. Ormai è di conoscenza comune che lavorare con i mandala significhi anche  vivere il presente, e quindi immergersi in una sorta di meditazione che libera la mente. Ed ancora  per la sua forma circolare, contiene e protegge le nostre emozioni e il nostro , che ha il compito di portarci alla realizzazione personale e più avanti, nel processo evolutivo, verso il compito della nostra anima. Stavo capendo finalmente quale fosse la mia  strada  e cominciavo a rispondere agli interrogativi esistenziali. Mi sono chiesta tante volte quale fosse il compito della mia vita. Perché viviamo? Da dove veniamo e dove andremo? Sono le incognite che hanno sollecitato l’animo di ogni uomo pensante, le incognite che ci ha accompagnato di vita in vita, alla ricerca della Verità. E’ ciò che spesso ci spinge a vivere con curiosità e con il passo intrepido del Ricercatore e di chi, da qualche parte, mantiene vivida la consapevolezza, di venire da un Centro che aggrega ed unisce  in un moto millenario,  ed eterno. Questo concetto viene ripreso anche da Roberto Assagioli quando con l’esercizio della visualizzazione della rosa ci riporta al Sé, riflesso del Sé superiore. Questa rosa che si schiude lentamente e che ci porta al Centro, alla Fonte, Mandala Personale che schiude le nostre potenzialità più elevate e si trasforma in un Mandala Universale sorgente della pienezza di senso e della trascendenza.  L’uomo sembra tendere naturalmente a questo stato e come traspare dal modello assagioliano, l’unità esiste prima della separazione delle parti.    

    “… la vita universale stessa si rivela come una lotta tra molteplicità e l’unità, come un travaglio e una aspirazione verso l’unione. Ci sembra di intuire che lo Spirito – sia che venga concepito quale un Essere divino o come una Mente o Energia cosmica – operando nella Sua creazione, vada componendola in ordine,bellezza, armonia;  che vada riunendo fra loro e con Sé tutti gli esseri   … …  con vincoli di amore;  che stia silenziosamente e potentemente attuando la suprema sintesi.”. Da  “Psicosintesi Terapeutica”   R. Assagioli.

Trovo che , C. G. Jung (1875-1961) e R. Assagioli (1888-1974), contemporanei nella vita, colleghi ed amici   che hanno  condiviso  scelte complesse e delicate (entrambi hanno lasciato la psicoanalisi di Freud), abbiano un comune denominatore che identifico con  Il Mandala della Vita, personale ed universale al contempo e che entrambi  abbiano saputo viverlo nelle loro esistenze, arricchiti dalla consapevolezza che siamo uniti   ed  espressione di un Tutto Divino. Il loro, mi sembra un canto a due voci, che si alterna e si ritrova alla Fonte di ciascuno dei due, ma anche alla fonte di ciascuno di noi, nel grande mandala a cui apparteniamo e di cui siamo uno straordinario riflesso.

                                                                                                                                     Dr.ssa Cinzia A.M. Ferro 

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