Mandala: il cerchio e la cosmologia medievale

pubblicato 04 giu 2017, 10:44 da Annalisa Ippolito
Ai primordi della storia umana il sacro è la rappresentazione delle forze della natura e il Cosmo viene sistematizzato e ordinato seguendo la forma geometrica apparentemente regolare che lo sostiene. La cosmologia quindi si ispira all'osservazione del mondo naturale e alle sue armonie
La linea dell'orizzonte che appare perfettamente circolare, il movimento degli astri e i punti cardinali che suggeriscono una proiezione ortogonale e geometrica sono alla base delle due forme geometriche associate al cielo e alla terra, il cerchio e il quadrato. 
Nel cerchio quindi prende posto lo Spazio divino, abitato dal Sole e dalla Luna, dalle stelle fisse che contribuiscono a creare i segni zodiacali i quali sono all'origine del calendario e delle stagioni.

La Cosmologia influenza la vita sociale delle più antiche comunità e nello stesso tempo determina la costruzione e la rappresentazione dell'universo. Schemi geometrici, anche elaborati, sono alla base di costruzioni sacre, rappresentazioni divine e speculazioni filosofiche.

I mandala
del buddismo Vajrayana sono nello stesso tempo, dei diagrammi dell'universo, delle architetture immaginarie e un sostegno per la meditazione la loro forma influenza molte costruzioni sacre e viceversa. 
Una delle correnti la Dzogchen usa nella sua pratica il Tibetan Thodgal Tigle o Raimbow Mandala
Consiste nel considerare il corpo una entità che al culmine della pratica si dissolve nella luce  dell'arcobaleno emanazione dell'universo.

Nel mondo occidentale invece nello stesso periodo in cui si diffondono i mandala in oriente la cosmologia risente degli influssi tolemaici, che a loro volta si ispiravano alla filosofia di Aristotele, la terra è al centro di un universo che si espande al suo intorno in sfere concentriche, il mondo sublunare, in cui trovano spazio, tutti gli e quattro gli elementi con un movimento dall'alto verso il basso e viceversa, i pianeti con il sole e la luna e le stelle fisse con i segni dello zodiaco; questo mondo corruttibile e finito, mentre il luogo sopralunare, lo spazio cosmico perfetto è eterno, incorruttibile, con un andamento circolare che torna sempre su se stesso. 

Anche se non scientificamente provata questa immagine cosmologica ha trovato una enorme accoglienza nella cultura medievale e nella teologia che pose al centro il Dio, che diventa il Primo Mobile, intorno a lui le sfere diventano cielo e terra. Tutte le sfere si muovono creando armonia e “musica delle sfere” che però Adamo in quanto uomo fallibile e peccatore non può più ascoltare.

Fino all'avvento di Copernico e Galieo nel XVII sec., la concezione cosmologica tolemaico-aristotelica con le sue Sfere cosmiche ha continuato a riscuotere consensi e a far parte dell'immaginario collettivo culturale della società medievale  tanto da comparire in numerosi manoscritti dell'epoca.

Fonti:
M. Eliade, Sacro e profano
J. Cannon, Le langage secret des lieux sacrés
E. GarinAstrology in the Renaissance: The Zodiac of Life

 
 
 



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