Mandala, cultura tibetana e fumetti

pubblicato 01 set 2015, 00:35 da Annalisa Ippolito
Un connubio difficile eppure possibile.

Il fumetto “Le Bouddha d'Azur” ("Il Budda Blu”) scritto e disegnato da Cosey nel 2005, mi viene incontro in una di quelle giornate dedicate alla scoperta della mia terza o quarta citta' di adozione. E mi accorgo subito che non riusciro' a lasciarlo sullo scaffale della fumetteria di quartiere, che a Bruxelles fa parte del paesaggio urbanistico quanto le patatine fritte e il cioccolato; lui e' li' e mi chiama e io non resisto, e' un canto delle sirene. E quando lo guardo con tutto il mio scetticismo dettato da una marea di pregiudizi, mi afferra soprattutto la sensazione di non poter scampare alla mia sorte. Io che ero uscita per comprare fumetti cosi' da non leggere solo libri di filosofia, arte e religione e soprattutto nulla che mi ricordasse il mio lavoro appassionante mi sono trovata qualcosa su cui riflettere, qualcosa in piu', un fumetto ispirato alla cultura tibetana.

Sulla copertina campeggia un mandala. Impossibile ignorarlo. L'immagine al centro e' sconcertante, una figura sta mangiando un pezzo di carta, una foto tessera. Il titolo mi fa pensare al Buddha della Medicina, e' azzurro, ma non so, non sono sicura… Che leggenda sara'? La mia curiosita' mi fa aprire la prima pagina e trovo una citazione interessante, che centra il tema del percorso che sto preparando per il prossimo anno di attivita' con mandalaweb.info.

Longchenpa il mistico del XIV secolo dice: “Bien que les quatres éléments évoluent au sein de l'espace ce dernier, côme un ciel bleu, n'en jamais affecté” … gia' gli elementi per quanto possano operare all'interno dello spazio, questo come un cielo blu, non ne e' influenzato. A prosito di destino e sentieri da percorrere. Mi staro' facendo suggestionare troppo? Via e' un fumetto!


Quella che ho in mano e' una pubblicazione intera dell'opera che originariamente era in due volumi. Tutto il fumetto in un solo volume. La tentazione e' forte ma la reticenza pure. E' esattamente quello che non volevo. Perche' mi accanisco tanto? Non dovrei lasciar andare le cose? Il corso dell'esperienza? Non dovrei accogliere ogni segnale? Segno del destino, forse c'e' qualche messaggio per me in tutto questo? Lo prendo? Non lo prendo? E se poi e' una delusione? L'ennesimo cavallo di Troia? Quello che e' successo durante quei 18 minuti fino all'acquisto, mentre mio marito si girava l'intera libreria, occhieggiando ogni tanto nella mia direzione e divertendosi a guardare il mio percorso di scelta e incoraggiandomi nella decisione ma senza avvicinarsi, e' stato un viaggio. Un viaggio nel mandala. Il mio.


Ho dovuto riconoscere che l'idea e' interessante. I protagonisti sono destinati a incontrarsi, legati da una leggenda che si ispira poi al principio della dualita', della reincarnazione, dell'eterno ritorno, della responsabilita' della scelta e nello stesso tempo che racconta la storia di un Paese, di una cultura millenaria che rischia l'estinzione, parla di coraggio, amicizia e amore. Una storia in cui i personaggi crescono, attraverso avventure, rinunce, perdite e casuali ritrovamenti. E comprendono che il ruolo di ciascuno nella Storia che si svolge ha un significato nonostante tutto e nello stesso tempo, loro sono solo dei piccoli pezzi proprio all'interno di quella stessa storia che andrebbe avanti comunque, ma che ha bisogno di loro per essere definita.


La storia si snoda attraverso, sogni, simboli, immagini sacre, anche gli animali hanno il loro posto, come veicoli di messaggi altrimenti improponibili. L'avventura e il romanticismo camminano di pari passo con un occhio alla realta' storica e uno alla filosofia e alla mitologia. Un buon racconto, dalle immagini realistiche, un disegno dalla linea spezzata e non fluida, anzi legnosa, danno un senso di umanita' e catturano l'attenzione perche' meno sofisticate. Non belle nel senso della levigatezza e della rotondita'.

Ogni volta mi chiedo quale lezione io debba imparare da eventi e situazioni. Be' qui c'e' stato un bellissimo incontro di culture, una contaminazione tra le diverse passioni vecchie e nuove. Un diversivo che mi ha fatto capire che e' inutile tentare di sottrarsi alla propria sorte, la tragedia fa parte dell'umanita' ma la possibilita' di riscatto sta nell'accettazione nell'integrazione degli opposti e di equilibri precari che vanno a posto solo quando siamo in grado di lasciarci andare… anche se significa comprare un fumetto sotto l'impulso di una immagine di copertina. Perche' accettando entriamo in una dimensione diversa, la scoperta e il percorso sono parte del viaggio e proprio come in un mandala se rimaniamo fedeli allo spirito di apertura, disponibilita' e curiosita' nei confronti di quello che ci viene proposto, anche quando vogliamo capovolgere il nostro destino, lui e' li' come un monito perche' e' impossibile evitarlo, ma alla fine perseguendo il nostro cammino arriviamo al centro, come in un mandala risolviamo in noi stessi le mille domande, i dubbi e affidandoci a un sentimento eterno e puro troviamo la soluzione. Probabilmente perche' l'equilibrio e' dato dagli opposti che egualmente si attraggono e si respingono, perche' non esiste una sola verita' assoluta, ma il ripetersi di vite errori e rinascite affidarsi all'amore e' la risposta. Almeno e' valida per me. Poi a ciascuno la sua, come il suo mandala.

Insomma non si sfugge al proprio destino. Vado in una fumetteria per comprare un manga e guarda te che mi va a capitare…


Un'intervista all'autore Cosey su questo fumetto, in francese a questo link