La luna e l’eclissi nel mandala – novembre 2013

pubblicato 04 nov 2013, 12:19 da Annalisa Ippolito
"Quando una persona si risveglia alla consapevolezza,
essa illumina il mondo
come la luna che emerge da dietro le nubi."
Dhammapada 172


Questo mese di novembre e’ iniziato con una eclissi in luna nuova nello scorpione. Una speciale circostanza che suscita subito curiosita’ e domande.
Tutti i simboli legati a questo evento e al mese di novembre rimandano alla cultura e alla celebrazione del ciclo della vita, dei morti, degli antenati.
Lo scorpione e’ un animale totemico, condivide con il serpente significati e simbologie aspre e opposte. La sua costituzione ne fa un animale pericoloso, portatore di veleni e di morte, ma se usato bene capace di guarire; in Egitto esisteva una corporazione di guaritori devoti alla dea Selket incantatrice di scorpioni.
Il legame tra il segno astrologico dello scorpione e il mese presieduto da Plutone, singore del regno delle ombre e dei morti e’ collegata agli antichi culti e alle culture agresti che nel mese di novembre occupa la parte centrale dell’autunno. Un peridoo in cui la natura putrefà, muoiono le foglie, i colori si scuriscono e il cielo si fa notturno. Dominato dalla luna. La presenza di questi segni pero’ e’ indice di frammentazione e di assopimento, di letargo rigenerativo, di caos che precede il rinascere. 
La luna accompagna dalle origini della civilta’ umana culti, credenze e miti. Si trova spesso nel mandala e come simbolo accompagna tradizionalmente le celebrazioni che investono i cambi di stagione e la trasformazione.

La Luna e’ una divinita’ legata al principio femminile, alla Grande Madre. La Luna e’ la forza vitale, legata al culto dell’acqua e delle maree sovrintende alla vita e per questo e’ associata alle attivita’ creative e rigenerative, di morte e resurrezione. Il fatto che ogni novilunio l’astro scompaia alla vista degli esseri umani ha dato origine a tutte le credenze sulla morte e resurrezione dopo tre giorni. Anche il ciclo mestruale delle donne che dura ventotto giorni collega la luna al corso della creazione e della riproduzione facendo del corpo della donna un esempio tangibile e quotidiano dei rapporti e dei ritmi del macrocosmo. La luna e’, per questo motivo, un veicolo privilegiato per allegorizzare la fecondita’ e la maternita’ e e’ raffigurata nella maggior parte delle culture da dee femminili. 

Le fasi della Luna, che durano in tutto 28 giorni, hanno influenzato anche le culture del mondo delle origini significandone il tempo e diventando il riferimento per l’istituzione di calendari. 
Per gli Ebrei la luna e’ il popolo stesso della diaspora, come la luna cambia aspetto anche l’ebreo cambia itinerario. Nella cultura andina precolombiana poi Metzil e’ la dea Luna, presiede alla notte e protegge gli agricoltori, leggenda vuole che sia rappresentata con la faccia da coniglio annerita dal fango.
Anche nel Corano la luna con il suo ciclo presiede lo scorrere del tempo, la festa del Ramadan per esempio e’ stabilita seguendo il calendario lunare, mentre per il calendario agricolo si segue il calendario solare. 
In oriente, in Cina la luna e’ una dea molto bella e presiede alla festa delle messi, caratterizzata dalla produzione di dolci e decorazioni cui gli uomini non sono ammessi. Un ramo di fiori di amaranto rosso e’ il simbolo di queste celebrazioni. 
Nella cultura buddista i giorni del ciclo lunare sono tanti quanti i giorni in cui Buddha medito’ prima di ricevere l’illuminazione. E per la cultura Indu’ la luna e’ emblema di Shiva che presiede al ciclo della morte e della rinascita, dei cambiamenti permanenti, da cui deriva la possibilita’ di raggiungere il cosiddetto Nirvana.
Per i nativi americani del nord i giorni del ciclo lunare sono un numero sacro e ricorrono spesso nelle costruzioni del tepee la capanna della danza del sole che ha 28 pali, nei copricapo di guerra che hanno 28 piume, cosi’ come 28 sono le costole del Bisonte animale sacro e allegoria del Grande Spirito.

La luna ha attributi particolari che la contraddistinguono e la accompagnano ma che sono ricorrenti nelle diverse culture. 
Il piu’ famoso e’ sicuramente il coniglio, oltre ad essere emblema in America latina tra i popoli pre-colombiani e’ simbolo di Eostra tra i celti e i nordici. Tra gli Irlandesi la luna funge da garante nelle formule usuali di giuramento.  Il coniglio e’ collegato alla fecondita’ e quindi ai culti di rinascita come la primavera.
Mentre per i popoli dell’Asia centrale la luna e’ abitata cani, lupi e orsi che presiedono ai cicli del cambiamento.

La civetta, un altro animale notturno legato alla luna, rimanda alla conoscenza teorica, sottile, dell’iniziato. La luna e’ simbolo di conoscenza illuminata e per questo legata all’espressione dell’inconscio e dell’immaginazione. La civetta e’ un interessante animale che accompagna maghi ed indovini capaci di interpretare i segni, guarda non direttamente il sole come invece fa l’aquila e per questo e’ legata al culto notturno e alla conoscenza ctonia dei canali sottili della conoscenza inconscia. Legata al culto dei morti e delle anime dei defunti si trova spesso come simbolo di collegamento tra i due mondi. Nei mandala la possiamo incontrare quando il nostro raziocinio e il nostro intelletto cercano di vigilare sulle emozioni influenzandole in maniera determinante. Oppure quando siamo totalmente connessi con la parte piu’ nascosta e oscura di noi e sappiamo gestirla con coraggio, accoglienza e compassione. 

Un altro attributo della luna e’ lo specchio. Come la luna, lo specchio non riflette la sua propria luce ma quella che riceve dall’esterno e rinvia alla soggettivita’ di chi guarda la scoperta di una realta’ che non rappresenta ma manifesta. Come lo specchio, anche la luna, nel mandala rimanda al simbolismo del due e’ un doppio, in relazione con il sole. La luna e’ il principio freddo del nord, dell’autunno inoltrato e dell’inverno che si addormenta e diventa contenitore silenzioso della natura come della nostra immaginazione.

Raffigurare una luna in un mandala oltre a rimandare al principio di alternanza ed equilibrio, riflette il nostro femminile. Puo’ rimandare al doppio, all’ombra in opposizione al sole e alla luce sfolgorante. La luna presiede ogni tipo di ciclo creativo e generativo, anche quello piu’ esagerato ed eccentrico che necessita di manifestarsi per consentire lo sfogo di naturali istinti piu’ aggressivi e/o difensivi. Come l’eclisse. 

Molto rara l’eclisse nel mandala e’ spesso raffigurata da nuvole e coni d’ombra, in genere e’ collegata a situazioni problematiche, che non vogliamo affrontare o che non vogliamo vedere, vorremmo “eclissarci” appunto e andarcene, oppure al contrario potrebbe indicare la voglia di fare ombra a qualcuno o qualcosa che ci disturba, che ci distrae. 

Talvolta, poi, la luna appare nascosta dietro alle nuvole. Da una parte in questo tipo di raffigurazione potremmo intravedere la timidezza nei confronti di una certa situazione, dall’altra il bisogno di comunicare qualche particolare emozione inconscia.
Quando invece si presenta come un cerchio nero o all’opposto con immagini psichedeliche, l’eclisse rimanda al bisogno di tornare al grembo della Grande Madre, per affrontare i propri demoni e la “disintegrazione” dei sentimenti di sofferenza con la certezza che si e’ di fronte a necessita’ di cambiare oppure si e’ al termine di un ciclo nel caos primigenio. Altre volte puo’ nascondere un messaggio da parte della nostra anima.  

Guardando il nostro mandala e’ bene fermarci e chiederci “mi sto ascoltando?”

Per provare a rispondere a questa domanda possiamo scaricare il mandala del mese di novembre  e seguendo le indicazioni riempirlo di colori e riflessioni!


Fonti:
S.Fincher, Creating Mandala
J.Chevalier A. Gheerbrant Dizionario dei Simboli
J. Cole, Cérémonies autur des saisons