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Mandala News: articoli, notizie e curiosita'







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Sono on line i nuovi Mandala di Natale da colorare


Quando e perche’ non fare un mandala - (22 luglio 2011)


Borobudur la rappresentazione del Mandala architettonico (5 maggio 2011)


Introduzione agli Otto Simboli del Buon Auspicio e il mandala - (7 gennaio 2011)


Calendario Mandala 2011


I simboli del Natale e il Mandala - Dicembre 2010


Kurgan sepolture mandaliche per i popoli delle steppe - (6 ottobre 2010)


Mandala tra danze e riti di fine agosto: Paneurhythmya - 21 Agosto 2010


Il kamon da simbolo delle famiglie samurai al mandala – (21 luglio 2010)



















Il simbolismo geometrico e la Porta del Sepolcro di Kefer Yesef - (8 giugno 2009)

Gilgal Refaim un mandala sulle alture del Golan – (1 giugno 2009)

Bora rings - il mandala australiano tra riti antichi e spazi sacri - (20 maggio 2009)

Atlandide una citta’ Mandalica - (4 maggio 2009)

Cosmologia moderna, teorie scientifiche e mandala - (29 aprile 2009)

Tra archeoastronomia e immagini mandaliche: il sito di Newgrange in Irlanda - (13 aprile 2009)

Il mandala tra loghi pubblicitari e forme sacre – (7 aprile 2009)


Collezione di Mandala antichi - (30 marzo 2009)

Sulla strada della ruota della medicina dei nativi americani – The Big Horn Medicine Wheel (24 marzo 2009)

Mandala tra spiritualita' tibetana e Computer Graphic (18 Marzo 2009) 

Holi festival – La festa dei colori in India (16 marzo 2009)

Il mandala trova nell’urbanistica moderna una nuova forma espressiva (14 marzo 2009)

Mandala e arte rupestre (12 Marzo 2009)
 






Il fuoco e i mandala - maggio 2013

pubblicato 17/mag/2013 06:42 da Annalisa Ippolito   [ aggiornato in data 17/mag/2013 06:44 ]

Il fuoco e’ un elemento ma e’ anche un simbolo divino. Nella filosofia antica e’ inserito negli elementi, che secondo la tradizione occidentale sono quattro (fuoco, aria, acqua e terra) e sono  definiti da Empedocle “radici di tutte le cose”. Entrano nell’immaginario collettivo come la base su cui si costituisce l’universo intero. Nominati da Platone che associa agli elementi anche delle figure geometriche, il fuoco e’ collegato al triangolo.
Il fuoco e’ un elemento molto potente, prezioso. 

La cultura e la cura del fuoco hanno una lunga storia e proseliti da Roma all’Egitto, fino in Cina e in India.
Nella tradizione indiana, infatti, tre fuochi sono le divinita’ Agni, Indra e Surya che presiedono tre mondi terreno, intermedio e celeste e corrispondono al fuoco per scaldare, al fulmine e al sole. 
Mentre in Cina il fuoco rappresenta le passioni come l’ira o l’amore, e lo spirito che presiede al soffio vitale o la conoscenza intuitiva. 
In quasi tutte le culture, il fuoco ha un valore purificatore, e’ collegato all’organo del cuore. Il fuoco rappresenta anche le pulsioni sessuali, l’aspetto erotico dell’amore, quello piu’ selvaggio e istintivo.

Nelle culture antiche legate all’alternarsi delle stagioni e al ciclo della natura il fuoco rappresentava il ritorno della vita. I Celti celebravano a maggio Beltaine, la festa del fuoco, accendendo grandi falo’ per purificare il bestiame e rendere la terra fertile. Ancora oggi, in molti Paesi, il passaggio tra la primavera e l’estate e’ caratterizzato da festivita’ legate al fuoco. 

Per i cattolici le lingue di fuoco sono le emanazioni dello Spirito Santo che danno la conoscenza e la fede, la forza e le numerose virtu’ agli Apostoli durante la Pentecoste, e la celebrazione dello Spirito nuovo nella notte di Pasqua ricorda molto la tradizione orientale Shintoista secondo cui il fuoco purifica e rinnova lo spirito. Per i Teleuti, popolazione della Siberia Centro-Meridionale, le processioni funebri sono accompagnate da due fuochi uno dei quali costituisce il veicolo tra il mondo dei vivi e quello dei morti.  

Nel mandala tradizionale la cintura piu’ esterna e’ detta “cinta del fuoco”.  Secondo la tradizione buddista tibetana questa cintura ha una doppia simbologia. Da una parte il fuoco della cinta esterna brucia l’ignoranza, purifica il cuore e lo spirito
aprendo il cammino del discepolo alla conoscenza; dall’altra indica una barriera protettiva per il prezioso tesoro dell’emanazione del Buddha che il mandala esprime ed incarna. E’ dunque una barriera protettiva o una via d’accesso a seconda del livello del percorso di ricerca e sperimentazione che si e’ arrivati a vivere. 

Nel mandala individuale il fuoco ha un valore personale e’ rappresentato di colori rosso, arancio vivo e marrone carico. Indica spesso la passione che mettiamo nell’affrontare le sfide della vita e quanto siamo pronti a lasciarci andare e coinvolgere nelle nostre attivita’.

Il fuoco sacro e’ quello che spinge le persone ai cambiamenti. Il fuoco e’ anche un rituale nel mandala specie quando si vuol distruggere un mandala che ha fatto il suo corso.
Nella foto che qui pubblicata ho utilizzato una mia interessante esperienza con un mandala colorato da me. Benche’ finito nel fuoco, il mandala ha bruciato, lasciando intatto il suo negativo, l’essenza dell’atto devozionale con cui era stato prodotto; mentre il resto si e’ volatilizzato con il calore delle fiamme riportando all’universo le sue parti piu’ esterne.

Nella nostra quotidianita’ accendere un fuoco significa mettere il cuore negli impegni che ci assumiamo; significa fare pulizia profonda di tutte quelle scorie inutili che ci portiamo dietro e che ci impediscono di seguire la nostra aspirazione e di vivere secondo la nostra indole. Colorare mandala e creare mandala di fuoco aiuta a perseguire i nostri scopi e a risvegliare le nostre passioni. 

Fonti:
A. Eliot, I miti universali,
A. Ribera, Mandala per guarire
J. Chevalier, A. Gheerbrant, Dizionionario dei simboli
A. Roob, Alchimia e Mistica

Il mandala di Amitayus - aprile 2013

pubblicato 22/apr/2013 11:14 da Annalisa Ippolito

Amitayus, il buddha
di lunga vita, e’ identificato spesso anche con il Buddha rosso. E’ una delle figure piu’ conosciute del pantheon buddista e tra le piu’ rappresentate dopo il Buddha Sakiamuny.

La devozione per Amitauys rappresentato in nove divinita’ mandala, come nell’immagine presa in esame, ha inizio intorno al IX-X secolo, ad opera di uno yogi chiamato Jetāri. 

In questa tavola (a sinistra) risalente al XIX secolo, conservata al Rubin Museum di New York, Amitayus e’ raffigurato al centro del mandala, seduto sul trono del loto nella postura del vajra, adorno di vesti di seta colorate e gioielli, le mani composte nel mudra della meditazione sostengono un vaso dorato con il nettare di lunga vita, Amrita.

Intorno si srotolano 8 petali di loto in ciascuno e’ raffigurata una forma di Amitauys leggermente piu’ piccola, partendo da est e in senso orario esse sono: Guna Amitayus , Ratna Amitayus, Jnana Amitayus, Padma Amitayus, Achala Amitayus, Achala Amitayus, Karma Amitayus,  Tathagata Amitayus.
 
Ci sono, poi, quattro figure esterne non letteralmente connesse con Amitayus, in alto a sinistra il Buddha Sakyamuni, in alto a destra Buddha Maitreya, in basso a sinistra il Buddha Amithaba, a destra Vaishravana, uno dei quattro guardiani e’ seduto a cavallo di un leone e porta con se’ lo stendardo. 

La base del palazzo e’ divisa nei quattro colori tradizionali:  blu, rosso, verde e giallo. 

Questa raffigurazione e’ ispirata al testo sanscrito chiamato Arya-aparimitayurjnana-nama-mahayana-sutra [TOH 674, 676]. 
Le sue misure e la sua composizione fanno supporre che fosse usata come strumento concentrazione per chi iniziava la sua meditazione su Amitayus e le metafore sulle quali si richiama l’attenzione sono quelle di lunga vita, “estensione della vita” e “immortalita’”, qui intesa come illuminazione.

L’immagine e’ dipinta su tela e poi incollata su tavoletta di legno per essere facilmente trasportata e sostenuta come mezzo di meditazione e di devozione nei monasteri e nei tempi in cui erano celebrati riti dedicati ad Amitauys secondo il calendario annuale delle feste.

Fonti:
M. Brauen, Mandala sacred circle in tibetan Buddhism, Rubin Museum
AA.VV., Dizionario della sapienza Orientale
Rudy Harderwijk, A View of Buddhism

Mandala di Primavera & Pasqua da colorare

pubblicato 20/mar/2013 07:57 da Annalisa Ippolito

 
Qui una serie di mandala da colorare in vista della pausa di Pasqua... e una riflessione per accopagnare la nostra meditazione















 

  

Desiderata
Va' serenamente in mezzo al rumore e alla fretta
e ricorda quanta pace ci puo' essere nel silenzio.
Finche' e' possibile senza doverti arrendere conserva
i buoni rapporti con tutti.
Di' la tua verita' con calma e chiarezza, e ascolta gli altri,
anche il noioso e l'ignorante, anch'essi hanno una loro storia da raccontare.
Evita le persone prepotenti e aggressive, esse sono un tormento per lo spirito.
Se ti paragoni agli altri, puoi diventare vanitoso e aspro,
perche' sempre ci saranno persone superiori ed inferiori a te.
Rallegrati dei tuoi risultati come dei tuoi progetti.
Mantieniti interessato alla tua professione, benche' umile;
e' un vero tesoro rispetto alle vicende mutevoli del tempo.
Sii prudente nei tuoi affari, poiche' il mondo e' pieno di inganno.
Ma questo non ti impedisca di vedere quanto c'e' di buono;
molte persone lottano per alti ideali, e dappertutto la vita e' piena di eroismo.
Sii te stesso. Specialmente non fingere di amare.
E non essere cinico riguardo all'amore,
perche' a dispetto di ogni aridita' e disillusione esso e' perenne come l'erba.
Accetta di buon grado l'insegnamento degli anni,
abbandonando riconoscente le cose della giovinezza.
Coltiva la forza d'animo per difenderti dall'improvvisa sfortuna.
Ma non angosciarti con fantasie.
Molte paure nascono dalla stanchezza e dalla solitudine.
Al di la' di ogni salutare disciplina, sii delicato con te stesso.
Tu sei un figlio dell'universo, non meno degli alberi e delle stelle;
tu hai un preciso diritto ad essere qui.
E che ti sia chiaro o no, senza dubbio l'universo va schiudendosi come dovrebbe.
Percio' sta in pace con Dio, comunque tu Lo concepisca,
e qualunque siano i tuoi travagli e le tue aspirazioni,
nella rumorosa confusione della vita conserva la tua pace con la tua anima.
Nonostante tutta la sua falsita', il duro lavoro e i sogni infranti,
questo e' ancora un mondo meraviglioso. Sii prudente.
Fa di tutto per essere felice. 
Max Ehrmann
 

Il mandala, la primavera, l’equinozio, Eostre e la Pasqua

pubblicato 20/mar/2013 06:19 da Annalisa Ippolito   [ aggiornato in data 20/mar/2013 06:56 ]

Cosa c’entrano la Pasqua, la divinita’ Eostre, la primavera col mandala? Cosa unisce questi eventi al disegno cosmico della nostra anima?
La Pasqua cristiana celebra il rito di morte e resurrezione del Cristo Salvatore. E questa festa riassume valori e tradizioni appartenenti a miti antichi, diffusi in tutto il mondo. 
L’evento cristiano porta dunque il messaggio di morte e rinascita, sovrapponendosi ai miti che dall’Asia, al Mediterraneo, all’Oceano Pacifico celebrano l’avvento della Primavera. La stagione in cui il ciclo rinnovato della natura e’ la garanzia della sopravvivenza per gli essere uimani dopo i grigiori e il rigore dell’inverno. Ma non solo.
La Pasqua cade in coincidenza con la prima luna piena dopo l’Equinozio di Primavera.

L’equinozio celebra il fatto che per due volte nell'anno la notte e il giorno abbiano la stessa durata, come indica il nome derivato dal latino “aequus nox” (notte uguale). In Primavera celebra la luce perche’ le giornate si allungano, il sole e’ piu’ caldo e restituisce forze e vigore anche alle piante e restituisce la speranza. 
E’ una data fissa, celebrata fin dall’antichita’, intorno al 20- 22 marzo. In questa occasione si celebra la gioia della vita. La nuova stagione e’ foriera di vita, energie nuove e speranza di ricominciare il ciclo della natura. Le gemme si trasformano in fiori e piante. I colori tingono giardini e orti, e gli animali iniziano la stagione degli amori, e gli aratri arano la terra perche possa ricevere i semi. Si accendono fuochi e si danza per celebrare la vita e la fertilita’ della Terra madre. 

Tra le divinita’ che nelle diverse culture soprintendono alla Primavera, Cibele, Venere, Proserpina, Gaya, Ishtar, Blodeuwedd, Iside, Eostre (Ostara o Oestara), quest’ultima di derivazione germanica, e’ quella che ha conservato le tradizioni che dal mondo nordico e celtico sono poi passate al mondo cristiano.
Il suo nome Eostre, secondo la tradizione celtica “Eostur-Monath”, indicherebbe l’equinozio di Primavera, il nome includerebbe la radice “aus” o “aes” che indica l’Est e quindi il sole che sorge da est, e riporta il calore e la vita. Per questo motivo in occasione delle celebrazioni in alcuni Paesi  si accendono fuochi in onore del Sole, piu’ vitale e caldo di quello invernale.

Eostre o Ostara, e’ spesso raffigurata come una lepre o coniglio, che porta uova alla luce della luna. 
I simboli di Ostara si trovano in origine in molte cosmogonie, e la sua eredita’ e’ palese nel mondo anglosassone.
Il nome inglese della pasqua Easter deriva esattamente da questa tradizione, cosi’ come il coniglio pasquale con le uova colorate. 

L’uovo,
che oggi e’ rigosamente di cioccolata, affonda le radici nella tradizione anticha di regalare uova come buon augurio. Lo scambiarsi le uova nel mese di marzo-aprile ha significati atavici molto antichi, mistici e pratici allo stesso tempo. Le uova dei volatili appena deposte nel mese del ritorno della primavera erano la garanzia di sopravvivenza per le popolazioni che vivevano nella campagna. Quando le derrate cominciavano a scarseggiare dopo il lungo freddo, esse rappresentavano il nutrimento di cui gli esseri umani avevano bisogno. Spesso erano il simbolo della sopravvivenza. Per questo motivo la ricerca delle uova di pasqua organizzata per i bambini nel mondo anglosassone e’ paragonabile alla ricerca del cacciatore per la sua gente. 

L’uovo di Pasqua rappresenta l’uovo cosmico, la cellula originale da cui scaturisce ogni forma vivente. Ostara o Eostre e’ la dea della fertilita’, e’ portatrice della vita e quindi dell’uovo.  Il simbolo dell’uovo cosmico domina le antiche culture, da quella polinesiana, a quella cinese, da quella indu’ a quella finlandese, da quella greca a quella buddista, tutto il cosmo era nell’uovo in origine. 
Contenitore di ogni essenza, di ogni energia e di ogni elemento che forma la terra, l’acqua e il cielo l’uovo rappresenta la forza maschile e l’energia femminile. Unite nell’allegoria del rosso del tuorlo allusione al sole e del bianco dell’albume allusione alla luna, le due entita’ sono il perfetto equilibrio, l’unione mistica del giorno e della notte, simbolo del ciclo della vita.
L’uovo e’ il punto, il bindu hindu’, quel tutto in potenza che dischiudendosi apre le mille possibilita’ di essere, vita, rinascita e trasformazione. 

Il mandala e’ un simbolo cosmico di unione del maschile e del femminile, infatti solo nell’alternanza e nell’equilibrio tra le nostre energie maschili e femminili siamo perfettamente centrati e diventiamo uno. Capaci di integrare le parti di noi piu’ luminose e oscure creiamo omogeneita’ e una nuova persona.  
L’uovo nel mandala individuale rimanda ad un lavoro sul proprio centro molto intenso. Significa che siamo in un momento di particolare grazia, l’uovo rimanda, infatti, alla forma della mandorla, o “vesica piscis” una immagine sacra. Rimanda all’idea di unione del cielo e della terra, quindi all’equilibrio psico-fisico. 

La Luna
e’ un altro simbolo legato a Eostra e alla primavera. E’ il simbolo di molte divinita’ ctonie del mondo sotterraneo e spesso sovrintende al mondo dei morti, da cui si puo’ riemergere, o risorgere. 
Il ciclo lunare e’ segnatamente collegato ai ritmi della fertilita’, non solo nella donna, anche le maree e l’agricoltura (seminare con la luna nuova e potare con la luna calante e’ iuna abitudine conservata in molte zone rurali mitteleuropee), sono determinate dalle fasi lunari.
La luna e’ tradizionalmente collegata con l’acqua proprio perche’ sovrintende il ciclo delle maree e della pioggia. Simbolo del principio femminile generatore, e’ un elemento del secondo chakra che e’ appunto il vortice collegato alla capacita’ creatrice e il suo elemento e’ proprio l’acqua. E’ simbolo della rinascita con i suoi cicli, e’ la messaggera della vita che ritorna e si risveglia a ogni ciclo. 
La luna nel mandala tradizionale tibetano e’ sempre presente insieme al sole e rimanda al principio femminile, la forza generatrice senza cui il sole non potrebbe splendere e mantenere in equilibrio il suo ciclo. Nel mandala individuale disegnare la luna puo’ rimandare ad una nostra incertezza, la luna infatti non e’ sempre visibile, puo’ esprimere insicurezza, o timidezza o incertezza sul da farsi, oppure riservatezza e voglia di camabire. Puo’ anche esprimere una riflessione sul nostro stato o sul nostro principio femminile, la nostra anima. La stiamo trascurando? 

La lepre, o il coniglio,
e’ l’attributo della dea Eostre per la sua prolificita’, allegoria della fertilita’ era l’animale sacro a Venere. Celebre la rappresentazione delle lepri e dei conigli nella sala dei Mesi, di palazzo Schifanoia a Ferrara, in cui oltre ad essere celebrato l’amor cortese, in un tripudio festante di colori e toni i conigli sono li’ a ricordarci un amore piu’ terreno e carnale. 

Il coniglio e’ un animale sacro al Buddismo, si racconta che una lepre abbia offerto la sua carne per saziare la fame del Buddha e sia da quel momento venerata. 
Il coniglio ha tantissime tradizioni e condivide con la luna il rapporto con il ciclo della vita, l’unione della luce con le tenebre, morte e rinascita. Simbolo di ricchezza, prosperita’ e vita la lepre o il coniglio secondo la tradizione cinese abita il palazzo della Luna e possiede l’elisir di lunga vita. Infatti, quando la luna e’ piena sembra di vedere i contorni di un coniglio sulla sua superficie. Per i Nativi Americani del Nord la sua casa si trova ad Est ed e’ associata alle divinita’ creatrici. 

Tradizionalmente un animale associato anche alle forze negative, fu l’animale delle streghe secondo la tradizione cristiana del Medio Evo, ma la sua zampa, per esempio, porta fortuna.  
Gli animali rappresentano forze e saggezza antica, sono degli archetipi fortissimi e nel mandala hanno la funzione di metterci in contatto con una parte nascosta e molto istintiva di noi. Una coscienza intuitiva e selvaggia, primordiale di cui non siamo completamente al corrente. Talvolta, nel mandala, gli animali ci invitano ad ascoltare il nostro istinto e ci suggeriscono di affidarci alle qualita’ che spesso rappresentano.

La lepre e’ veloce, il coniglio timido, entrambi ispirano tenerezza e affettuosita’ per il loro pelo morbido e gli occhi chiari, associati alla maternita’, alla sessualita’, al ciclo della vita. Quale messaggio potrebbero avere per noi un coniglio o una lepre nel nostro mandala?

Il mandala riassume in se’ il concetto di discesa nell’abisso della nostra coscienza, o incoscienza, per restituirci a noi stessi piu’ consapevoli, coerenti, e centrati sulla nostra vera essenza. Il concetto di morte a se stessi per rinascere ad una nuova illuminata conoscenza e’ evidente. Il senso di resurrezione della nostra anima e della nostra coscienza, sono il regalo dentro l’uovo mandalico che siamo in grado di fare a noi stessi. 

Fonti
AA.VV., The Book of Symbols
J. Cole, Cérémonie autour de saisons
M. Eliade, Trattato di storia delle religioni
S. Fincher, Creating Mandala
R. Romàn, Mandala del Mundo vol. II

I simboli del mandala che vengono dall’Africa - (27 febbraio 2013)

pubblicato 27/feb/2013 12:52 da Annalisa Ippolito   [ aggiornato in data 28/feb/2013 02:37 ]

Forme e simboli mandalici sono parte di molte culture tradizionali sparse in tutti i Continenti. E’ il caso dei Kassena, una popolazione che vive nella zona a sud del Burkina Faso, a confine con il Ghana, in Africa. 
La caratteristica che rende particolarmente interessante questa popolazione e’ costitutita dalla struttura urbanistica del villaggio e dall’architettura delle case, che per la loro originalita’ pare abbiano suggerito idea anche all’architetto francese Le Corbusier. 
Il villaggio, circondato da mura, ha una struttura circolare che risulta molto armoniosa. 
Le case, sono a forma circolare, squadrata o rettangolare a seconda della posizione sociale di chi le abita. Quadrate sono quelle delle coppie, mentre i giovani abitano spesso le case tonde. La casa del capo villaggio, e’ piu’ grande delle altre e di solito la prima moglie (i Kassena tradizionalmente sono poligami) o la donna piu’ anziana abita in una casa rettangolare, con delle costruzioni a forma di cono che si intersecano a formare un otto. 

La particolarita’ delle abitazioni e’ costituita dai dettagli delle decorazioni esterne. Le immagini in bianco e nero coprono gran parte delle mura bruno-rossastre di fango e paglia. Talvolta a questa dicromia si aggiunge il rosso amaranto che vivacizza l’effetto estetico. 

Ogni decorazione, dalle piu’ semplici forme geometriche alle immagini antropomorfe, ha significati legati alla tradizione animista del popolo Kassena. Tutti i dipinti sono realizzati prima della stagione delle piogge dalle donne della popolazione con lo scopo di proteggere le abitazioni dalla intemperie impermeabilizzandole con la pittura, dagli spiriti maligni e assicurare la prosperita’ alla famiglia. Ciascuna di loro si tramanda da madre in figlia il segreto della tecnica e della iconografia ottenendo i pigmenti dal fango, dallo sterco di vacca e dai minerali trovati in loco. Le pitture sono eseguite con penne di faraona.

Le cornici a “v” che simboleggiano la stretta di mano, le linee parallele che ricordano i solchi degli aratri e il reticolato simbolo della rete da pesca, che rimanda ad una antica storia secondo cui durante una  terribile carestia la pesca ha salvato il popolo Kassena dalla fame, sono augurio di un abbondante raccolto. 

Gli animali, tradizionalmente rappresentati vicino alle porte di entrata, sono espressione diretta delle credenze animiste della popolazione Kassena; il coccodrillo, il serpente, la lucertola, sono considerati portatori di fertilita’ e  protettori dagli assalti dei nemici. Cosi’ come hanno funzione protettiva le ali stilizzate degli uccelli. 
Il Boa in particolare e’ considerato la reincarnazione dello spirito della Vecchia Saggia, la Nonna, e si trova si solito al lato della porta d’entrata. 
Mentre zampe di gallina, o galline stesse, sono rappresentate perche’ questo animale e’ ritenuto una delle offerte piu’ gradite agli dei, tanto che oltre ad essere un animale sacrificale  viene seppellito con i defunti. 

La tartaruga, invece, e’ un animale sacro, simbolo della famiglia reale, si trova riprodotto solo sulla casa del capovillaggio ed e’ vietato mangiarne la carne. La famiglia piu’ importante del villaggio si fregia anche di altri simboli unici: il bastone uncinato, simbolo del comando e del potere, e il tamburo a forma di clessidra che di solito e’ usato nelle cerimonie rituali.  
Accanto a questi simboli legati al mondo animale e sociale se ne trovano altri come il sole e la luna, che rappresentano l’Universo, oppure delle incroci geometrici scarificati sul viso dei bambini perche’ li proteggano dalle malattie e per estensione proteggano la casa dai malanni.

L'ultimo simbolo che richiama molto l’attenzione e’ la calabasse, la zucca, che svuotata, lavata e seccata a dovere accompagna la donna Kassena dalla sua nascita fino alla morte. Se dapprima serve come scodella per bevande o come piatto contenitore di cibi, e’ il simbolo degli antenati della famiglia e assolve funzioni religiose e sacre dopo la morte della persona.

Cio’ che ha risvegliato la mia curiosita’ e l’attenzione e’ che tutti questi simboli trovano un corrispettivo nel mandala sia tradizionale prpriamente detto, sia individuale che scaturisce dalla singola fantasia della persona. 
Il sole e la luna sono i due principi fondanti dell'universo, qello maschile e quello femminile. La zucca come contenitore di essenza ricorda molto la coppa, il vaso, il Graal, il serpente e' l'animale ctonio della trasformazione e della guarigione, le forme geometriche richiamano il triangolo, il quadrato o rombo e il cerchio che li rendono un patrimonio comune alla collettivita'. 
Cio’ mi porta a riflettere sul significato di un termine a volte mal interpretato ma comunque efficace per spiegare il mistero della diffusione del simbolo nella coscienza umana e collettiva: archetipo
L’archetipo e’ una immagine che sedimenta nel nostro inconscio piu’ profondo di cui non consociamo l’origine, ma c’è e viene utilizzata con un intento simile da piu’ persone. Questa scoperta, dello psichiatra svizzero C.G. Jung, ci ha reso familiari alcuni principi e spiega perche’ e come mai alcune immagini ricorrano tanto spesso come riferimenti religiosi ma anche nei sogni.

I simboli nel mandala hanno un valore doppio di veicolo per un messaggio collettivo, e di allegoria personale. L’interpretazione non puo’ prescindere dalla conoscenza della storia personale della persona che crea il mandala e non va mai portata avanti da una terza persona, nemmeno da uno specialista. Anzi, il ruolo di chi “passa”  il mandala e’ proprio quello di assistere e accompagnare la persona che disegna, colora e crea il mandala a costruire il proprio percorso e a riconoscersi nel lavoro che svolge con il fine di conoscersi, crescere e stare meglio con se stesso. 

Ciascun simbolo porta con se’ il suo contrario, la sua ombra e fino a quando non avremo imparato a riconoscere il nostro personale linguaggio non potremo sapere con certezza quale parte di noi sta emergendo e a quale personale stadio del nostro cammino si riferiscono certe immagini. Ricordiamo anche che ogni mandala e’ una raffigurazione del nostro essere piu’ profondo in un dato momento e in un dato stato d’animo e che puo’ cambiare in conseguenza del cambiamento di umore, di sensazione di emozioni e di crescita personale. Per questo motivo non esistono due mandala uguali, nemmeno tra quelli che partono dallo stesso modello di base e vogliono essere solo colorati. 

fonti:
J. Pibot, Les peintures murales des femmes Kasséna du Burkina Faso
AA.VV., he Books of Symbols
N. Corbi, Mandala de Africa





Quando si diventa una fonte

pubblicato 10/feb/2013 06:17 da Annalisa Ippolito   [ aggiornato in data 10/feb/2013 07:46 ]

Ogni tanto ricevo delle segnalazioni che mi fanno piacere.
Mandalaweb.info e' anche una fonte.

E' bello, una soddisfazione, lo ammetto senza falsa modestia, vedere i miei mandala, le foto del mio sito e le mie ricerche essere utilizzate e servire da spunto per tesi, tesine e ricerche altrui. 
E' un grosso stimolo per me e la mia passione per la ricerca. E' anche una grossa responsabilita'. E non da ultimo si concretizza quel sogno di costruire una “rete” condividendo le conoscenze e le competenze sul mandala, da cui deriva il nome stesso del mio portale "mandalaweb.info" 

Questa segnalazione mi e' arrivata sulla possibilita’di rieducare attraverso il mandala anche patologie come la disgrafia. Interessante. 

Ecco il link alla ricerca

Imbolc, la candelora e il mandala

pubblicato 01/feb/2013 14:18 da Annalisa Ippolito   [ aggiornato in data 01/feb/2013 15:38 ]

Nelle notti tra il 31 gennaio e il 2° febbraio si celebra una festa particolare dedicata alla luce e al pallido ritorno del sole. E’ la festa che anticamente sanciva il tempo mediano tra il solstizio d’inverno e l’equinozio di primavera. Una festa dedicata alla presenza di semi sotto la neve che nell’inverno ghiacciato cominciano a dare segni di vita e preannunciano il ritorno della primavera. Le giornate si allungano e il sole torna a splendere per piu’ ore al giorno. Gli animali si spingevano per la fame piu’ vicino ai villaggi e il loro comportamento dava suggerimenti da interpretare sulla fine della stagione fredda e l’ambito ritorno della primavera.

Celebrazione antichissima, dai romani era chiamata Lupercalia, dai celti Imbolc (pronuncia Immol’c) detta anche Oimelc o Imbolg, nel cristianesimo e’ diventata la Candelora, negli Stati Uniti e’ chiamato il “giorno della marmotta”. 

Alcuni simboli legati alla tradizione popolare della festa di Imbolc sono interessanti perche’ si rintracciano anche nella tradizione del mandala.

La figura piu’ interessante e ricca di allegoria e’ sicuramente Santa Brigida o Brigit, la cui festa ha sostituito quella di Imbolc nelle zone un tempo abitati dai Celti. 

Brigit, e’ una figura tra leggenda e verita’ storica, le sono state dedicate diverse biografie e la sua figura e’ probabilmente derivata da una fanciulla che, con un gruppo di druidesse viveva nella zona Kildare o Kildaire (Cill-dara cioe’ chiesa della quercia) e onorava Madre Terra custodendo il fuoco sacro. Pare che abbia abbracciato il cristianesimo portando con se’ tutte le sue conoscenze magiche e scientifiche cosi’ da diventare la patrona della guarigione, della fertilita’, delle arti e della poesia, in suo onore esistono moltissime poesie e benedizioni. 

Spesso raffigurata in tre versioni, detta anche le Tre Brigitte, riassume in questa immagine le tre eta’ della donna, dalla fanciullezza alla vecchiaia passando per l’eta’ adulta

Ha diversi attributi, il serpente o bastone, la croce di giunchi d’avena con quattro bracci uguali dentro un cerchio, la ruota del filatoio, la coppa, lo specchio, il mantello verde. 

Ciascuno di questi attributi ha un suo significato e rimanda a un simbolo mandalico.

Brigit e’ spesso raffigurata come un serpente che emerge dalla terra risvegliandosi dal letargo invernale, come la marmotta negli Stati uniti, dal cui comportamento si evince quanto durera’ ancora l’inverno. Il serpente e’ un animale totemico preistorico. Diffuso in tutte le culture ha valore sia positivo che negativo. E’ il simbolo dell’eterno ritorno nella raffigurazione del Uroburos, e’ Kundalini, l’energia primordiale che circola nel corpo, situata alla base dei nostri chakra, e’ il simbolo di guarigione attorcigliato intorno al caduceo di Mercurio, e’ la tentazione di Eva, e’ Midgard il serpente che attorciglia il mondo scandinavo delle originie’ Kukulkan il dio piumato dei Maya che sovrintende all’agricoltura. Il serpente e’ considerato l’anello primordiale della vita, non ha zampe e striscia, mentre l’uomo e’ visto come l’ultimo e piu’ evoluto degli esseri. Con la sua forma ricorda il cordone ombelicale, o un fallo, o quando e’ posto intorno all’uovo cosmico simbolo femminile, diventa allora il seme fecondante. Per la sua capacita’ di cambiare pelle e’ associato all’idea di rinascita, rinnovamento e cambiamento. Per questo la dea Brigit ne assume la forma o ne e’ accompagnata.  Nel mandala il serpente spesso ci invia un messaggio di voglia di rinnovarsi, di guardare nelle profondita’ del nostro essere, oltre che la capacita’ sanatoria e la voglia di cambiamento insiti nella nostra anima. 

Nei suoi significati meno luminosi ha quello del male, dell’oscurita’, del torbido il suo veleno e’ capace di uccidere, ma se usato con sapienza anche di guarire. E’ un animale ambivalente e molto interessante. 

Nella tradizione delle campagne gallesi in onore di Brigit e della Terra madre vengono preparate le cosiddette croci di Brigit, esse sono costruite con rametti di avena, orzo o giunchi, hanno quattro bracci uguali racchiusi in un cerchio. L’immagine e’ un chiaro richiamo alla forma simbolica del sole oltre ad essere un mandala primordiale. Il sole e’ il simbolo della luce e la festa di Imbolc e’ una delle quattro feste dedicate al ritorno del sole che nel calendario celtico segnavano la ruota dell’anno. La croce di Brigit si conserva per un anno, si appende sulla porta di casa come segno beneaugurante, ma anche nelle stalle perche’ gli animali abbiano sufficiente latte e salute nell’inverno. 

La croce con quattro bracci uguali indica i quattro elementi di cui Brigit, la druida, era padrona. L’aria, il fuoco, l’acqua e terra, sono anche i quattro elementi di cui l’intero universo e’ formato, ma corrispondono anche ai quattro punti cardinali e alle direzioni nord, sud est ovest, che sostenute dalla croce orientano il mondo e impediscono al caos di regnare. Ogni anno le vecchie croci vengono bruciate per far posto alle nuove e nello stesso falo’ finiscono anche le ghirlande di Natale.  Cosi’ in occasione della festa di Brigit il fuoco purifica dalle energie stantie e usurate dell’inverno e prepara ai prossimi germogli. Il fuoco ricorda anche che la vita sulla terra ha bisogno di calore per tornare a splendere dopo il rigori dell’inverno. E tutti i fuochi rappresentano un invito al Sole a tornare splendente e fulgido datore di vita.

La croce nel mandala e’ un forte richiamo ai valori del numero quattro, all’equilibrio e alla realizzazione dei propri progetti. E’ un simbolo di unita’ ed e’ legata alla creazione oltre che al simbolo cristiano della salvezza.

La ruota del filatoio e’ un richiamo al tempo, alle attivita’ domestiche e alla ruota dell’anno.  Nel mandala, non si trova spesso ma il simbolo della ruota o il cerchio hanno lo stesso significato della ruota dell’anno, richiamo il concetto di unita’ e di ciclicita’.

La coppa e’ un chiaro riferimento al ventre materno, in cui la vita e’ custodita e il rimando all’allegoria della dea Terra Madre che durante l’inverno trattiene nel suo grembo i semi per lasciarli dischiudere a primavera quando lascia sgorgare la vita. Inoltre, la coppa e’ un richiamo all’acqua fonte di vita e strumento di purificazione al pari del fuoco.  La coppa ha numerosi significati tutti legati alla sua forma di contenitore. La coppa si trasforma nel sacro Graal contenente il sangue di Cristo, ma anche il contenitore dell’ambrosia e di ogni bevanda che da’ l’immortalita’, la forza, la conoscenza, la saggezza. E’ uno strumento che permette di far circolare le energie del Bene, e’ il veicolo dello scambio e della comunicazione tra le persone. Nei mandala sia tradizionali sia individuiali la coppa e’ presente in diverse forme, con dei significati non dissimili. E’ il contenitore cui affidiamo il nostro sapere, ma anche i nostri sforzi per migliorare le nostre qualita’. 

Lo specchio è uno strumento di divinazione, usato anche nel buddismo perche’ smaschera le bugie e ci mette di fronte alla verita’ di noi stessi, nel mondo celtico simboleggia l’immagine del mondo magico e pieno di saggezza cui accedono gli eroi e gli iniziati. 

Il mantello verde di cui Brigit si copre e’ la natura, la primavera che avanza. E’ la vita che non muore e che si trasforma in prati, fiori e frutta dopo un lungo riposo. E’ il simbolo della giovinezza e del colore brillante del cambiamento, avvenuto con fatica e dolore, non senza pericolo, perche’ ricordiamo che gli inverni sono simbolo di perdita e fisicamente un inverno rigido poteva mettere a repentaglio la vita con malattie e febbri mortali. Ma e’ il colore della speranza, della giovinezza e infatti Brigit e’ la dea giovane e la giovane che si contrappone alla vecchia e al Vecchio Yule, il saggio uomo degli alberi Green man. Il verde e’ il colore intimamente collegato ai colori di Brigit.

I colori di questo periodo sono leggeri, tenui, le tinte pastello. A parte il verde, il bianco che ricorda il vestito della Santa (ispirato alla tunica Druida), e al latte, la bevanda celebrativa che permette la sopravvivenza per il periodo che rimane dell’inverno, il giallo pallido ispirato ad un sole leggero e il celeste del cielo limpido ma non ancora completamente uscito dalla lunga notte dell’inverno. 

L’immagine di Brigit, come visto e’ ricchissima di immagini mandaliche, legata alla Dea Madre Terra , ai riti di purificazione, al cambiamento, alla potenza rigeneratrice della natura. 

La festa di Imbolc, per i Druidi che da questo periodo facevano iniziare la primavera magica, e’ la festa dell’elemento Aria, della purificazione attraverso il fuoco e il latte destinato agli agnelli.   

Su questa tradizione, specie nel Nord Europa, si inserirono alcune feste cristiane. Il 2 febbraio viene celebrata la Candelora. Il termine candelora deriva dall’usanza francese, diffusa nel X secolo d. C. di portare in processione delle candele per festeggiare la purificazione di Maria (che secondo la tradizione ebraica era rimasta isolata per 40 giorni dopo il parto) e la presentazione al tempio di Gesu’. In questo evento si dice che il sacerdote Simeone abbia esclamato del Bambino Santo, e’ “Luce per illuminare le genti”. Mentre la purificazione di Maria richiama il risveglio della Madre Terra dall’isolamento del periodo invernale. La Terra e’ stata a riposo e  in questa occasione viene arata per prepararsi a ricevere i semi che germoglieranno in primavera. Uno dei simboli di questa festa e’ infatti l’aratro. Che viene decorato con ghirlande e portato dai contadini in processione di casa in casa. 

Il fiore della festa e’ il bucaneve. Che con i petali bianchi, il gambo verde e il pistillo giallo ha i colori tradizionali di questo periodo. E soprattutto e’ il primo fiore a sbucare in mezzo al manto bianco che copre la terra. 

I fiori nei mandala sono considerati dei simboli sacri, ricoprono un posto di particolare rilievo. Il loto e’ il fiore dell’Illuminazione, della sapienza, mentre la rosa e’ il fiore dedicato a Maria, rosa mistica, il crisantemo e’ il fiore dell’Estremo Oriente, dove significa lunga vita ed e’ augurio di fertilita’, e il Giglio nel cristianesimo e’ il fiore dei Santi Martiri, oltre che della purezza e della grazia. Quando inseriamo un fiore nel nostro mandala abbiamo voglia di tenerezza, di concederci una coccola e spesso assistiamo al fiorire delle nostre migliori qualita’.


Se decidiamo di colorare uno dei due mandala di Imbolc qui sotto  (altri invece si trovano cliccando qui) possiamo leggere una delle due benedizioni dedicate a Brigit



 
 «Sono sotto lo scudo
Della generosa Brigit ogni giorno;
Sono sotto lo scudo
della generosa Brigit ogni notte.
Sono protetto
Dalla Levatrice di Maria,
Ogni alba e ogni tramonto,
Ogni notte e ogni giorno.
Brigit è la mia compagna,
Brigit è l’ispiratrice delle mie canzoni,
Brigit è la mia aiutante,
è la migliore delle donne, la mia guida fra tutte le donne.»
 
 The Caim of Bride


Be the compassing of Bride around me

Keeping me from ill and evil,

Keeping me from death and doom,

From malice and misfortune. 

Be the fiery sword of Bride

Defending me from all black swarms. 


Be the shield of blessed Bride

Protecting me from all sharp edges.

Be the cloak of gentle Bride

Encircling me.


Be the compassing of Bride around me,

Keeping me from hurt and harm,

Keeping me from wound and woe,

From darkness and despair.


Be the compassing of Bride around me

This day and every day,

This night and every night.





Susanne Fincher e Marilyn Clark in Italia Aprile 2013

pubblicato 20/dic/2012 19:33 da Annalisa Ippolito   [ aggiornato in data 20/mar/2013 03:52 ]

Ringrazio tutte le persone che si sono iscritte e hanno manifestato interesse per questa iniziativa, devo purtroppo sottolineare che essendo a numero chiuso, da oggi 21 marzo tutte le iscrizioni sono accettate con riserva.
Pertanto chiedo a ciascuno di verificare la possibilita' di partecipare prima di versare la quota di iscrizione scrivendomi direttamente a eventi@mandalaweb.info e mettendo nell'oggetto partecipazione al workshop del 5-7 aprile. Grazie, Annalisa

Mandalaweb.info e l’Associazione Altrinformazione sono liete di comunicare che ci incontreremo nella splendida cornice medievale di Bologna, dal 5 al 7 aprile per un evento di apprendimento mirato, teorico ed esperienziale sul mandala. 

Susanne Fincher e Marilyn Clark spiegheranno il loro modo di creare ed esplorare il significato dei mandala personali, ispirato dalla psicologia di CG Jung, Joan Kellogg, e altri. 
Susanne e Marilyn ci daranno informazioni sul colore e le forme nel mandala. Faranno una introduzione sulle tappe archetipiche del Grande Ciclo del Mandala*, un approccio alla interpretazione del mandala per la comprensione, la guarigione, e di auto-espressione. 

Tutti i livelli di conoscenza e di esperienza sono i benvenuti. 
Gli psicologi possono trovare questo workshop particolarmente utile. Come pure gli insegnanti e tutti coloro che utilizzano il mandala nel loro lavoro. 

Susanne e’ Licensed Professional Counselor e Board Certified Art Therapist vive ad Atlanta, in Georgia (US). E’ una una esperta di fama internazionale sul mandala. Il suo libro “Creating Mandalas”, tradotto in diverse lingue e’ considerato un classico.
Marilyn e’ Licensed Clinical Professional Counselor, a Fellow of the Association for Music and Imagery, e coautrice del libro “Stand, Flow, and Shine: Caring for the Woman Within”.



Relatori: Susanne F. Fincher e Marilyn F. Clark
Modera: Annalisa Ippolito

5 - 7 Aprile 2013
Bologna – Palazzo Isolani
Via Santo Stefano, 16

TUTTE LE INFORMAZIONI E LE MODALITA' DI ISCRIZIONE CLICCANDO QUI

Mandala Calendar 2013

pubblicato 20/dic/2012 19:21 da Annalisa Ippolito   [ aggiornato in data 01/gen/2013 16:17 ]

Il calendario nasce con l’idea di celebrare le feste di passaggio dell’anno, le stagioni, ed eventi come nascite, morti, la puberta’ e l’ingresso nella vita adulta dei piu’ giovani e matrimoni, dispute e contratti, le semine e i raccolti. Tutte queste celebrazioni erano collegate ai miti e ai riti per Madre Terra e Padre Cielo, per il Sole e per la Luna. 

Il calendario del mandala 2013 porta con se’ l’idea di celebrare la vita quotidiana, perche’ ogni momento ha il suo valore e ogni istante e’ degno di essere vissuto con consapevolezza.

Tutti i mandala in questo calendario sono stati creati per invitare chi li guarda a fermarsi, a riflettere, anche solo per cinque minuti, cosi’ da recuperare il contatto con la propria essenza e la consapevolezza del proprio presente. Per rendere la pausa piu' completa e il mandala un momento di stacco, quest'anno ho creato un calendario un po' diverso. Ogni mese ha il suo mandala, ma il tempo e' solo quello che noi decidiamo di dedicare a noi stessi. Non ci sono altri parametri. E' il nostro tempo.

Le immagini dei mandala scorrono accompagnate da un mantra tra i piu' potenti, il mantra del Buddha della medicina. E una frase di Lao Tszu, suggerisce uno spunto. Possiamo decidere di fermare l'immagine e guardarla, lasciare che ci parli, oppure riprodurre il video piu' volte, solo guardando le immagini. In entrambi i casi riceveremo le energie del mandala. 


Per scaricare il calendario tradizionale invece clicca qui e segui le istruzioni.


Buon Anno e Giorni Luminosi 
Annalisa






Mandala Calendar 2013




"Al centro del tuo essere 
Tu trovi la risposta;
tu sai chi sei e sai che cosa vuoi." 
Lao Tzu 

"At the center of your being
you have the answer;
you know who you are and
you know what you want." 
Lao Tzu

"En el centro de tu ser
tienes la respuesta
sabes quién eres y
sabes lo que quiete. "
Lao Tzu  

Sono online i nuovi MANDALA DI NATALE 2012

pubblicato 04/dic/2012 08:56 da Annalisa Ippolito   [ aggiornato in data 05/dic/2012 01:50 ]

Per regalare ai piu' piccoli una pausa e un gioco creativo e pieno di significati... 
visita la pagina del mandala di Natale e
scarica tutte le immagini e i disegni che ti piacciono, 
poi colorali e riempili come vuoi, ritaglia le forme e crea un nuovo mandala tutto tuo... 
le possibilita' sono infinite... come la fantasia.


BUONE FESTE 
Annalisa













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