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Mandala News: articoli, notizie e curiosita'

Il mandala e il pugnale “phur bu”


Il loto e il mandala


Surya il mandala del sole


Il mandala e la sua natura segreta ~ gennaio 2017


Calendario Mandala 2017


Tsakli o TSAKALI: le miniature per i rituali di iniziazione tibetani


Mandala incontra l'HIV ~ free coloring mandala per riflettere sulla realta' - Dicembre 2016


Mandala e Animali


Domande e Risposte: Colorare un mandala


Il Lotus Temple di new New Delhi


Mandala Cosmogramma dell'Universo – settembre 2016


Per riflettere sul mandala...


Mandala e Arte contemporanea: David Adey


Kalachakra Mandala nelle parole del Dalai Lama ~ agosto 2016


Shambhala Mandala ~ agosto 2016


Mandala e meditazione del sasso ~ Agosto 2016


Mandala per riflettere... giugno 2016


Manusyaloka – il mandala cosmico del Giainismo - giugno 2016


Per riflettere... la bellezza è eterna


Per riflettere... il mese di marzo e della donna


La Terra e il mandala ~ viaggio tra gli elementi e il mandala- 2016


Calendario 2016 Mandalaweb.info


Mandala, Calendario e Zodiaco – dicembre 2015


Mandala del lunedi': ansia e paure


Mandala: guardare dentro e vedere fuori da sè


Mandala per meditare: la spirale


Mandala Giapponese ~ Monju Bosatsu con le Otto sacre sillabe



Mandala arte e bellezza dell'anima


Il mandala del lunedi': i 4 elementi e l'equilibrio


Mandala, cultura tibetana e fumetti


Il mandala del lunedi': la felicita'


Mandala e Fare pulizia


Mandala per riflettere in Agosto...


Mandala da colorare Luglio 2015


Il mandala del lunedi': la meditazione della conchiglia


Mandala e arte contemporanea ~ Chagall e il soffito dell'opera di Parigi


Mandala del Lunedi' ~ omaggio alla cultura celtica


Mandala del mese di giugno da colorare


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Il Mandala e Durga la dea guerriera


Mandala da colorare maggio 2015


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Il potere delle donne nelle parole di un saggio...


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Mandala del mese di febbraio ~ 2015 


Per meditare sul femminile nel mese di febbraio...


Mudra e l'offerta del Mandala ~ gennaio 2015


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Sulla via della guarigione... col mandala


Calendario Mandala 2015


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Mandala di Natale da colorare ~ 2014


Il mandala del mese di dicembre ~ 2014


I Warli, la geometria sacra e il mandala ~ dicembre 2014


Per riflettere un momento...


Che cos'e' un mandala? dalle parole di Giuseppe Tucci


Sigiriya , gli affreschi misteriosi delle "danzatrici del cielo" – ottobre 2014


Il mandala del mese di ottobre
















Il mandala e' una linea di luce - il mio ultimo video e' on line


E' on line il nuovo calendario 2012


Sono on line i nuovi Mandala di Natale da colorare


Quando e perche’ non fare un mandala - (22 luglio 2011)


Borobudur la rappresentazione del Mandala architettonico (5 maggio 2011)


Introduzione agli Otto Simboli del Buon Auspicio e il mandala - (7 gennaio 2011)


Calendario Mandala 2011


I simboli del Natale e il Mandala - Dicembre 2010


Kurgan sepolture mandaliche per i popoli delle steppe - (6 ottobre 2010)


Mandala tra danze e riti di fine agosto: Paneurhythmya - 21 Agosto 2010


Il kamon da simbolo delle famiglie samurai al mandala – (21 luglio 2010)



















Il simbolismo geometrico e la Porta del Sepolcro di Kefer Yesef - (8 giugno 2009)

Gilgal Refaim un mandala sulle alture del Golan – (1 giugno 2009)

Bora rings - il mandala australiano tra riti antichi e spazi sacri - (20 maggio 2009)

Atlandide una citta’ Mandalica - (4 maggio 2009)

Cosmologia moderna, teorie scientifiche e mandala - (29 aprile 2009)

Tra archeoastronomia e immagini mandaliche: il sito di Newgrange in Irlanda - (13 aprile 2009)

Il mandala tra loghi pubblicitari e forme sacre – (7 aprile 2009)


Collezione di Mandala antichi - (30 marzo 2009)

Sulla strada della ruota della medicina dei nativi americani – The Big Horn Medicine Wheel (24 marzo 2009)

Mandala tra spiritualita' tibetana e Computer Graphic (18 Marzo 2009) 

Holi festival – La festa dei colori in India (16 marzo 2009)

Il mandala trova nell’urbanistica moderna una nuova forma espressiva (14 marzo 2009)

Mandala e arte rupestre (12 Marzo 2009)
 






Il mandala e il pugnale “phur bu”

pubblicato 11 mag 2017, 09:55 da Annalisa Ippolito

Il pugnale o phur bu (foto a sinistra) è uno strumento molto importante nel rituale del mandala tradizionale. È usato dai monaci durante la cerimonia di purificazione dello spazio sacro preposto alla costruzione del mandala di sabbia per inchiodare a terra gli spiriti maligni. I monaci si spostano, creando un “mandala in movimento” o “mandala dinamico” seguendo una specie di danza e una camminata che segue attraverso dei movimenti specifici una sequenza ben ordinata che ha radici negli antichi testi sacri; alla fine i pugnali sono conficcati in ciascuna delle dieci direzioni del mandala. 

Simbolicamente, il phur bu esprime la capacità di spezzare le emozioni negative che si incontrano sul cammino di liberazione interiore e i suoi cinque metalli fusi in una lama a tre tagli, o triangolare, che si chiude con una impugnatura a tre volti, con un dorje (vajra) o un nara è lo strumento attraverso il quale i monaci costruiscono il “cerchio protettivo”, ovvero il primo mandala.  

Il pugnale ha un duplice significato all'interno del mandala, da una parte protegge lo spazio sacro perché raccoglie l'emanazione degli spiriti maligni tenendoli lontani, dall'altra accoglie le divinità della gnosi  (conoscenza sapiente) che si combinano ai primi e contribuiscono a tenere fuori le idee limitanti che ciascun partecipante porta con sé. 

Fonti 
G. Tucci, Teoria e Pratica del Mandala
M. Brauer, Il cerchio Sacro del Buddismo Tibetno 
Robert Beér, The encyclopedia of Tibetan symbols and motifs

Il loto e il mandala

pubblicato 14 apr 2017, 14:03 da Annalisa Ippolito

Il fiore di loto è un simbolo profondo in Oriente, perchè l'Oriente afferma che dovresti vivere nel mondo, ma senza farti contaminare da esso... Esso cresce dal fango, nell'acqua, tuttavia resta incontaminato dall'acqua. Ed e' simbolo di trasformazione: il fango si trasforma nel fiore più bello e fragrante che questo pianeta conosca. 
Osho

Il loto prfumatoche rallegra il cuore cresce nel fango sul ciglio della strada. Così fra i ciechi mortali il discepolo del Buddha splende per la sua saggezza. 
Dhammapada 58-59



Il fiore di loto ha una lunga tradizione nella cultura orientale. Il suo simbolismo per questo motivo ha diversi livelli di lettura.
È considerato un fiore sacro in molte culture. Nel Buddismo e nell’induismo la sua simbologia rimanda alla capacità della mente illuminata di evolversi, non a caso nonostante le sue radici affondino nel fango la sua corolla e i suoi petali sono bellissimi e perfetti. Come il cuore puro del saggio che non si lascia contaminare, né offuscare dalle tenebre della realtà illusoria.  

Secondo una leggenda, il Buddha ricevette l’illuminazione e immaginò che gli uomini fossero come fiori di loto e decise di offrire loro la possibilità di sbocciare e di diventare il meglio che potessero essere. Da questa narrazione il loto è diventato simbolo di virtù. Lo stelo rigido rimanda alla fermezza, la presenza di più fiori sullo stesso stelo sono l’armonia coniugale, la rigogliosità della pianta la prosperità, i semi abbondanti una prole numerosa, inoltre spesso, in molte tangka rappresenta il presente, il passato e il futuro. 

La purezza e la bellezza di questo fiore rimandano alla limpida spiritualità del Buddha che spesso nei mandala è raffigurato assiso sul trono di diamante o fiore di loto. 
La simmetria dei suoi petali, otto o suoi multipli, lo rendono il simbolo dell’Universo della sua euritmia e della sua armonia.  Nel mandala si trova raffigurato al centro, spesso ospita non solo l’emblema della divinità che presiede un dato mandala, ma ne contiene il simbolo-seme. 

Per i cinesi il loto è uno strumento di purificazione delle anime, mentre per gli antichi egizi il loto blu era il fiore sacro della rigenerazione e della resurrezione. Il dio Ra era, nella sua fase primordiale, racchiuso nel fiore di loto galleggiante e quando si risvegliò permise al fiore di aprire la sua corolla. 
Nell’induismo il loto è la culla di  Visnhu che, come Ra, dormiva e al suo risveglio un loto uscì dal suo ombelico, ma altre divinità come Lakshmi e Agni sono direttamente collegate alla simbologia del loto; per non citare poi i Chakra. A ciascuno dei quali è associato un loto con un numero di petali che terminano nello splendore e nella perfezione del Loto dai Mille petali.  


Fonti per approfondimenti: 
Dhammapada i detti del Buddha
Filosofia delle forme simboliche, E. Cassirer
Le phanthéon egyptien, J.F. Champollion 
Immagini e simboli, M. Eliade

Surya il mandala del sole

pubblicato 16 feb 2017, 02:06 da Annalisa Ippolito

Il simbolismo solare, così come quello lunare, sono molto importanti nella pratica e nell'arte del Buddhismo Tantrico. Alludono a molte altre entità duali (come maschio e femmina, luce e ombra ecc.) che con la pratica Buddhista si uniscono nella non-dualità, spesso sono equiparati al Monte Meru.

Questo complesso mandala, di fattura nepalese, è centrato intorno alla figura di Surya, il dio del sole, di colore rosso, mentre guida un carro trainato da sette cavalli. E' ritratto nel tipico abbigliamento del nord, con la corazza e una tunica lunga. In ogni mano tiene un loto in piena fioritura. Al suo fianco ci sono quattro figure femminili. Quelle accovacciate sono Pratyusha e Usha mentre lanciano frecce alla notte per accelerare l'arrivo del giorno. Le due figure in piedi possono essere le sue mogli Rajni “Regina” e Chaya, “Ombra”

Intorno a lui sono sedute nella posizione del loto le otto divinità planetarie, circondate a loro volta da ventotto figure che sono l'allegoria delle costellazioni e delle case astrali introno all'eclittica. 

Ai quattro angoli sono posizionati i dodici segni zodiacali. Nei dettagli si possono riconoscere riferimenti ai donatori. Da notare inoltre l'assenza dei Cinque Buddha il che farebbe pensare ad una matrice Indù.

L'iconografia di Surya ha subito variazioni nel tempo, a seconda della regione e delle influenze ricevute che furono nei secoli prima e dopo Cristo greche, iraniane, sciite e kushana in alcuni casi fu rappresentato con gli stivali alti e un mantello,come nel nostro mandala. Ciò che lo contraddistingue e lo rende riconoscibile è il carro del sole, trainato da sette cavalli, a volte anche quattro secondo la tradizione greca; altro segno distintivo è la corona a raggiera e le sue braccia sono due mentre in ciascuna mano porta un loto. 

A volte il Sole è rappresentato ai lati delle porte dei monasteri buddisti con Chandra (la dea della Luna) con la quale condivide l'importante compito di creare equilibrio tra il giorno e la notte. Nella versione aniconica è raffigurato come un cerchio rosso con i raggi, altre volte invece è tradotto con una svastica o un anello di pietra. 

Fonti:
R. Fisher, Art of Tibet
Pratapaditya Pal, Tibetan Painting




Il mandala e la sua natura segreta

pubblicato 01 feb 2017, 15:47 da Annalisa Ippolito   [ aggiornato in data 01 feb 2017, 23:47 ]

Il mandala e' cosa per sua natura segreta. 
Se te ne interessi per acquisire fama, vantando orgogliosamente con gli altri il frutto delle tue ricerche, non hai l'atteggiamento giusto. Se invece la tua opera scaturisce da sforzi per offrire aiuto agli altri, questo e' l'atteggiamento mentale giusto per contribuire alla propria e altrui liberazione”. 
Khempo Thubten a Martin Brauen
cit. Martin Braunen

Il mandala ha una storia lunga, affascinante, piena di simboli e segreti che non sono sempre accessibili all'occhio e all'orecchio di chi non maneggia bene il suo linguaggio. Tuttavia per sua natura e' intrinsecamente radicato all'interno dell'anima dell'intera umanità, questo il motivo per cui e' facile pensare di poterlo usare e definirlo un "piacevole passatempo", o uno strumento di meditazione o un disegno. Il mandala però è molto di più. 

E' un percorso, è una strada che una volta intrapresa non sappiamo dove ci conduce, speriamo, auspichiamo alla liberazione e alla luce. Tuttavia è difficile darne una definizione piena e concreta dato che ci riferiamo ad un sistema distante, sia culturalmente che spiritualmente, da quello in cui siamo abituati a muoverci.

Il mandala è il ritratto dello spirito umano, dice Midal, fa riferimento a un insieme di elementi che costituiscono l'intero essere umano.
L'ego umano, secondo il buddismo tantrico, prende coscienza di sè quando esperisce l'esistenza, la forma delle cose, per forza finite e per forza cristallizzate in qualche "oggetto" tridimensionale, quello che noi chiamiamo comunemente realtà. 
Per comprendere queste forme, non possiamo fermarci alla loro apparenza ragionata, abbiamo bisogno di sentir
li e per fare questo ci poggiamo ai sensi, al piacere, al dispiacere che proviamo nel relazionarci a una cosa o a una persona o a un paesaggio o a una esperienza. Le nostre impressioni sensoriali rispondono al bisogno di comprendere, di amare o odiare e da ciò scaturisce il dualismo in cui muoviamo, in cui creiamo una scala di valori e uno schema di giudizio basato sui distinguo e sulle sensazioni legate al piacere e al disgusto. Estendiamo poi questa duplicità ai sentimenti di buono, cattivo, valido, non valido e cerchiamo di renderli più concreti; la nostra coscienza, il nostro meccanismo di base, coordina tutte queste funzioni, abitudini le chiamo, per rendere la realtà comprensibile e darci l'illusione di poterla gestire e organizzare. Tutto ciò pur dandoci quel minimo di sicurezza nei confronti della comprensione della realtà e' comunque una attitudine limitata.

Il mandala va oltre questo nostro limite, il mandala è una evoluzione di queste capacità limitate e limitanti e fa riferimento alle cinque famiglie di Buddha che sono alla base del percorso del risveglio, alla base della costruzione dell'Universo, come ci suggerisce Chögyam Trungpa.
Ogni famiglia ha un Buddha, un colore, un demone, un elemento, un valore, una capacità trasformante; ciascuno di questi Buddha e ogni sua famiglia contribuiscono alla consapevolezza che non c'è una distinzione tra esterno e interno, tra tutto e individuo, non c'è confine perché non c'è differenza nella materia e quando saremo capaci di comprendere questo, di entrare nella verità del simbolo, allora saremo nel mandala. E questo dato ci accompagnerà nella liberazione dal dolore e dalla oppressione che le nostre limitate considerazioni ci vendono come unica possibile vita.

In questo senso il Buddha suggeriva di scegliere accuratamente le parole con cui ci esprimiamo perché creiamo la nostra realtà e di essere il cambiamento che vorremmo perché negli altri non possiamo cercare o pretendere quello che noi stessi non siamo. 
Per questo il mandala non è uno strumento di vanto, di orgoglio, di ricerca per ottenere qualche beneficio mondano, è uno strumento per accrescere il benessere e la completezza dell'umanità. 
Una offerta per contribuire alla pace e all'armonia del mondo, uno strumento che ci spinge all'altruismo e alla condivisione del benessere, delle risorse e della ricchezza. Il destino dell'Uomo è la Pace e senza giustizia non c'è pace, non ci può essere benessere, non ci possiamo sentire parte di un tutto.
Ecco il segreto del mandala, ecco la grande difficoltà nel realizzarlo ed ecco perché è così facile lavorare anche in maniera inconscia con questo disegno, affonda le radici nelle origini dell'umanità e i concetti che lo sorreggono rigenerano in ciascuno questo sentimento di unione e capacità di accogliere. 
Annalisa 

fonti:
G. Tucci, Teoria e pratica del mandala
F. Midal, Mandala, retrouver l'unite' dans le monde
C. Trungpa, Le mithe de la liberte' 

Calendario Mandala 2017

pubblicato 13 dic 2016, 05:02 da Annalisa Ippolito

https://issuu.com/mandalaweb/docs/mandalaweb2017
Il calendario mandala è una bella tradizione che si rinnova da quasi dieci anni. è stato pubblicato online per portare gioia e armonia ovunque sarà esposto, come strumento che parla alla nostra spiritualità, a prescindere dalla fede di ciascuno. 
E' un invito a fermarci a riflettere su quanto abbiamo. E su come lo viviamo.

L'auspicio e' che guardando il mandala del mese, per qualche minuto al giorno, riusciamo a guardare dentro di noi e a riconoscere quell'umanità che ci rende tutti e tutte degni di rispetto e pazienza. Ogni volta che guardiamo la bellezza del mandala, le sue simmetrie e i suoi colori questi ci rendono consapevoli di noi e del mondo che ci circonda e riaccendono le nostre energie positive. 

L'augurio che porgo a ciascuno con questo calendario mandala 2017 è che ognuno trovi in sé la scintilla che lo renda cosciente della proprie qualità e della loro forza gioiosa che può essere impegnata nell'arte del costruire la propria vita.

Buone Feste e Buon 2017 
Annalisa






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Tsakli o TSAKALI: le miniature per i rituali di iniziazione tibetani

pubblicato 04 dic 2016, 14:02 da Annalisa Ippolito   [ aggiornato in data 04 dic 2016, 14:05 ]

Le Tsakli o Carte dell'Iniziazione
sono delle miniature dipinte usate nei rituali tibetani, uno strumento in realtà poco conosciuto in occidente e del quale si parla raramente. In realtà le fonti sono scarse e l'uso di queste carte pare confinato alla tradizione tibetana. 
Lobsang Lhalungpa sottolinea nei suoi scritti che la parola Tsakali non sembra essere una parola tibetana, potrebbe essere derivata da una parola sanscrita o essere un nome composto. 

Simili a delle Thangka, ma molto piu' maneggevoli, le Tsakli sono impiegate in numerosi riti; come ausili nella visualizzazione per l'aumento del potere conoscitivo e per la purificazione della mente, per la costruzione di mandala rituali, per la trasmissione degli insegnamenti e a volte sostituiscono oggetti cerimoniali nei funerali. 

I soggetti dipinti nelle carte coprono una vasta gamma delle maggiori divinità e protettori del pantheon buddista con i loro vari attributi di potere e le offerte appropriate. Mentre le Tangka, spesso indugiano nella rappresentazione di immagini dettagliate, le Tsakli si concentrano di solito su un unico soggetto alla volta e sono molto sintetiche. Talvolta appare in calce la scritta della divinità o della virtù raffigurata. Una carta può avere come soggetto Mahakala (Il Grande Nero~ il protettore del Dharma), l'attributo Vajra (lo Scettro), il rosario di teste, la coppa cranio e così via. 
Sul retro appaiono delle descrizioni che esaltano l'aspetto fisico della qualità o virtù che si manifesta nell'immagine sul recto e che e' direttamente collegata alla divinità. Probabilmente il lama, maestro leggeva la frase prima di disporre la carta per terra e questo faceva si' che le manifestazioni legate ad una divinità aiutassero il monaco-studente a riflettere, concentrarsi, meditare e purificare la mente guardando direttamente la carta. 
Con un intero mazzo di carte, che va da sei a piu' di cento, si può creare un intero mandala rituale. Quanto le carte vengono poste a realizzare un mandala sul pavimento la loro funzione e' quella di creare uno spazio sacro proprio come quello di un tempio. 

A volte vengono poste sul pavimento per purificare un'area prima di costruire un monastero con i quattro guardiani nelle posizioni dei quattro punti cardinali e in questi casi le Tsakli di cartone possono essere sostituite da una versione intagliata in legno. Regalando cosi' al mandala l'aspetto tridimensionale.

Per facilitare la visualizzazione durante i rituali le carte Tsakli sono spesso mostrate brevemente agli iniziati dal lama officiante che le tiene alla distanza di un braccio, oppure, sostenute da un bastone, sono esposte sull'altare.
Talvolta le carte vengano disposte su una tavola e nel corso di diversi giorni sono gradualmente cambiate diventando strumenti di insegnamento; possono essere integrate con le offerte di “torma” (dolci per offerte rituali, fatti di avena e burro impastati) e anche in questo caso formano un mandala tridimensionale. Una sorta di mandala dell'offerta.

Per i lunghi spostamenti, possono essere collocate singolarmente all'interno di un altare portatile chiamato Gau, e oltre a proteggere il pellegrino da attacchi di spiriti maligni sono comodamente trasportate senza rischiare danneggiamenti. 
In alcuni rituali le Tsakli sono utilizzate al posto di alcuni oggetti che sono difficili da procurare come le pietre preziose dai diversi colori o le pelli scorticate dei demoni.

Le Tsakli hanno un ruolo centrale anche nelle cerimonie funebri quando guidano la consapevolezza del defunto attraverso il reame intermedio del Bardo. 

I materiali
impiegati per le carte Tsakli sono generalmente o panno o cartone realizzato incollando diversi strati di carta himalayana. Alcuni mazzi molto rari sono state realizzate su fogli molto sottili di carta, accuratamente dipinte e poi tagliati e incollati lungo i bordi. Altre Tsakli sono prima state intagliate su legno e poi stampate su carta o tessuto. 

Come precedentemente accennato non ci sono testimonianza dell'uso delle carte in India, Cina o Sud Est asiatico, probabilmente costituiscono un costume esclusivamente Tibetano. Probabilmente furono dipinte da un artisti nepalesi per la scuola buddista del Lignaggio di Nyinga
Data la scarsità di fonti e' quasi impossibile speculare sull'uso originario di queste Carte. Le carte conservate al Metropolitan Museum di New York, risalenti al VX sec. circa, sono probabilmente le uniche che ci sono arrivate integre e con il mazzo completo. Il fatto che si possa costruire un mandala intero ne suggerisce l'uso per riti di iniziazioneL'unica cosa certa e' che queste carte hanno giocato un ruolo importante nelle antiche arti rituali del Tibet e delle regioni più impervie dove si e' diffuso il Buddismo. 

Fonti: 
Juan Li: Tibetan Ritual Miniature Paintings, March 17, 1995
Kurt Behrendt, Mental Purification Using a Tibetan Tsakali Mandala, Met Museum, 2015
Alex Wayman. The Buddhist Tantras: Light on Indo-Tibetan Esotericism. New Delhi: Motilal Banarsidass, 1990
Karmay, Samten Gyaltsen, Secret visions of the Fifth Dalai Lama : the gold manuscript in the Fournier Collection Musée Guimet, Paris, 1998
Angela Sumeci, Dreamworlds of Shamanism and Tibetan Buddhism: The Third Place, 2008

Mandala incontra l'HIV ~ free coloring mandala per riflettere sulla realta'

pubblicato 01 dic 2016, 01:34 da Annalisa Ippolito   [ aggiornato in data 01 dic 2016, 03:02 ]

"Le vostre anime viaggiano sulle ali dell'amore. 
Vi porto nel cuore."
Annalisa 


Oggi 1 dicembre in tutto il mondo si celebra la giornata mondiale contro l'AIDS o HIV. Una malattia che dagli anni '80 ha mietuto molte vittime. 
Tra loro ne conoscevo alcune. La mia partecipazione al loro calvario fatto di ignoranza, perché non si sapeva bene cosa fosse, di distrazione perché quando si e' giovani ci si sente inattaccabili e invincibili, di pregiudizio, perché il "diverso" era doppiamente colpevole in un mondo di moralisti senza alcuna morale, e' stata una lezione di cui ancora oggi riconosco l'importanza. Soffrivano loro e soffrimmo insieme. 
Oggi, ma non solo oggi, li voglio ricordare. Voglio ringraziare il loro coraggio nonostante la paura, il loro amore per la vita e la loro sensibilità, e il senso dell'umorismo con il quale si riuscivano a sdrammatizzare molti dolori. 

Il mandala e' uno strumento di meditazione e di pace, abbiamo più volte detto. Questo e' lo spirito con cui lo ho preparato.

E' possibile scaricarlo e colorarlo. 
E meditare sulla vita, sull'importanza della prevenzione, sull'importanza della tolleranza e sull'importanza della conoscenza. 

Saro' felice di pubblicare in una pagina apposita tutti i mandala che torneranno indietro colorati (entro il 10 dicembre). Chi vuol partecipare al ricordo di ciascuno puo' firmare il suo mandala e se vuole puo' aggiungere una frase. Pubblichero' anche quella.
Puo' essere un lavoro personale, di gruppo, scolastico, di amici, di famiglia... 

Due parole sul mandala: ho creato questo mandala con il nastro rosso al centro ( "Il Nastro Rosso è il simbolo mondiale della solidarietà agli HIV-positivi e ai malati di AIDS, e unisce le persone nella comune lotta contro questa malattia"  Red Ribbon Foundation) perche' e'  nel cuore che incontriamo gli altri; intorno le ali stilizzate sono un richiamo alle anime allo spirito di tutti che volando alto sul dolore umano ci permette di comprendere, essere solidali e creare ponti tra i diversi mondi.

Ecco oggi iniziamo il mese di dicembre con un ricordo e un mandala per riflettere...

Mandala e Animali

pubblicato 06 nov 2016, 03:34 da Annalisa Ippolito   [ aggiornato in data 06 nov 2016, 03:49 ]

Nel mandala tradizionale come nel mandala individuale si incontrano animali, a volte reali a volte fantastici. 
Gli animali hanno una grande importanza nel mito, nella storia dell'arte e nella rappresentazione di noi stessi, sono ritenute immagini archetipiche dell'istinto e dell'inconscio umano
La storia affida a loro l'interpretazione di stati d'animo, virtù e trasformazioni.

Fin dalle origini della storia umana gli animali hanno interpretato una parte importante accanto alle divinità, a volte ne hanno preso il posto, una delle prime rappresentazioni della Grande Dea era  quella della Dea Uccello, oppure cervo, un pesce o un ariete. 
Gli animali spesso indicano o sottolineano alcune caratteristiche relative alle virtù delle divinità e le rendono riconoscibili, succede i Santi nella tradizione cristiana e come per le divinità indù che nei dipinti sono accompagnati da un animale detto “veicolo” o diventano l'animale stesso come Ganesha che spesso e' rappresentato da un Elefante. 
Troviamo nella storia sacra il San Girolamo e il Leone, Santa Brigida con il suo serpente, san Francesco che parlava ai lupi e agli uccelli piuttosto che i quattro Evangelisti di cui tre sono rappresentati dal Leone, dal Bue e dall'Aquila.  
L'aquila, un evidente legame con l'Antica Madre, diventa un simbolo di regalità insieme all'orso e da dio greco Zeus fino a Re Artù della leggenda i simboli e le insegne araldiche dei re si contendono gli animali più nobili, o fantastici, come l'unicorno.

Tra i Nativi Americani lo spirito guida del giovane che celebra il suo passaggio all'età adulta si manifesta con le sembianze di un animale ed entra a far parte del nome ribattezzandolo tra gli adulti.  Toro Seduto, Alce Nero, Cavallo Pazzo sono nomi di celebri capi tribù e guaritori della storia e sono entrati nell'immaginario regalandoci storie tra letteratura e leggenda e suggerendo perfino nomi per longeve serie di fumetti, come Tex Willer ovvero Aquila della Notte. 

Gli animali fantastici e reali spesso si manifestano nei mandala,  cosi' come nei sogni, per mandarci un messaggio dalla nostra interiorità.  
Possiamo colorare un mandala con un animale per chiamare la virtù di quell'animale e quindi la sue energia positiva che ci sostenga nel cammino e nelle scelte, piuttosto che un animale fantastico per esprimente un percorso o un periodo di trasformazione. 

Nella mia esperienza ho visto che alcuni animali compaiono più di frequente nella realizzazione di mandala individuali sono il serpente, il leone, l'aquila, il ragno e il cervo.  Tutti fanno parte di una antica tradizione sciamanica di guarigione e passaggio da un mondo reale a quello spirituale e a ben guardare sono parte di un vissuto depositato nel profondo dell'anima umana. La maggior parte degli animali che si presenta nel mandala individuale ha un valore di amore soccorrevole della interiorità verso noi stessi

I simboli, bisogna pero' ricordarlo, non hanno mai un valore assoluto e si cadrebbe in errore se si leggesse la presenza di un animale nel nostro mandala in un senso solo e senza tenere conto della nostra personale esperienza e del nostro vissuto. L'umanità ha sicuramente radici comuni e molte più similitudini che differenze, ma queste ultime sono determinanti per il nostro benessere e sono fondamentali per capire la nostra storia personale e il percorso fatto. 

Domande e Risposte: Colorare un mandala

pubblicato 11 ott 2016, 02:02 da Annalisa Ippolito   [ aggiornato in data 11 ott 2016, 02:02 ]

Una domanda frequente che mi viene posta e' : cosa succede a colorare un mandala?
Ecco di seguito una risposta, che non vuole essere esaustiva quanto piuttosto dare informazioni e spingere alla ricerca e alla sperimentazione. 

Quando coloriamo, attiviamo differenti aree dei nostri due emisferi celebrali. L'azione coinvolge sia l'aspetto logico, con cui creiamo e coloriamo le forme sia quello creativo, quando scegliamo e mescoliamo colori. Questa attività coinvolge le aree della corteccia cerebrale che presiedono alla visione e alla capacità motoria necessarie per il coordinamento di piccoli movimenti precisi. Il rilassamento che ne consegue coinvolge quella parte del nostro cervello che controlla le emozioni riducendo lo stress.

Il movimento ripetitivo e circolare che attuiamo quando coloriamo ha un effetto rilassante, ci consente di allontanarci dal flusso dei pensieri giudicanti, in altre parole ci distrae e ci offre uno spazio per vagare e recuperare energie e positività. 

Colorare un mandala permette di esprimerci attraverso una forma non verbale, le emozioni si esplicitano in un canale alternativo meno intasato dai nostri “pregiudizi” su noi stessi e soprattutto libero da ogni autocensura. 

Colorare un mandala contribuisce alla concentrazione leggera e al miglioramento della manualità.

Colorare un mandala e' una forma di meditazione, consente di entrare nello spazio sacro della nostra anima e di colmare quella richiesta di spiritualità che ogni essere umano ha dentro di se'. 

Colorare il mandala aumenta la consapevolezza dei nostri bisogni, la conoscenza di noi stessi e del nostro essere nel mondo, dando vita a un percorso in cui il benessere quotidiano e la guarigione sono il compimento del cerchio. 


Il Lotus Temple di new New Delhi

pubblicato 29 set 2016, 23:54 da Annalisa Ippolito   [ aggiornato in data 30 set 2016, 00:03 ]

Il Lotus Temple o Tempio del Loto, 
e' stato inaugurato nel 1986, a New Delhi. La sua costruzione moderna riproduce la forma del loto con nove porte, sormontate dai petali in marmo bianco, circondata da nove piscine esterne e' una costruzione architettonica particolare e suggestiva.

Unico nel suo genere, seguirebbe nella costruzione architettonica le regole volute dai fondatori della fede Baha'i che nel XIV secolo decisero che il tempio dovesse avere "nove porte e essere di forma circolare".
La sua sala centrale aperta e circolare permette di sentirsi accolti e al centro della spiritualità, criteri fondamentali della fede Baha'i. 

Da 30 anni il Lotus Temple e ispirandosi al fiore sacro per l'Oriente con la sua struttura fuori da ogni schema e l'ispirazione ad una "architettura inclusiva delle religioni" e' ha fatto vincere numerosissimi premi al suo architetto l'iraniano-canadese Fariborz Sahba. 

La costruzione ha una forma mandalica, esplicita, ma c'e' da sottolineare la profonda differenza con il Loto mandala. Per tradizione, convenzione e "numerologia" il loto buddista ha come base gli otto petali o padme. 

fonti e approfondimenti:
http://news.bahai.org/story/89
http://historicaltimeofindia.blogspot.com/
http://ohindore.com
http://www.onecountry.org/story/commemorations-chicago-highlight-immense-impact-house-worship






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