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Mandala News: articoli, notizie e curiosita'

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Mandala e pance disegnate


Mandala: il cerchio e la cosmologia medievale


Il mandala e il pugnale “phur bu”


Il loto e il mandala


Surya il mandala del sole


Il mandala e la sua natura segreta ~ gennaio 2017


Calendario Mandala 2017


Tsakli o TSAKALI: le miniature per i rituali di iniziazione tibetani


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Mandala del mese di febbraio ~ 2015 


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I Warli, la geometria sacra e il mandala ~ dicembre 2014


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Che cos'e' un mandala? dalle parole di Giuseppe Tucci


Sigiriya , gli affreschi misteriosi delle "danzatrici del cielo" – ottobre 2014


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E' on line il nuovo calendario 2012


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Borobudur la rappresentazione del Mandala architettonico (5 maggio 2011)


Introduzione agli Otto Simboli del Buon Auspicio e il mandala - (7 gennaio 2011)


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Il kamon da simbolo delle famiglie samurai al mandala – (21 luglio 2010)



















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Il mandala tra loghi pubblicitari e forme sacre – (7 aprile 2009)


Collezione di Mandala antichi - (30 marzo 2009)

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Mandala tra spiritualita' tibetana e Computer Graphic (18 Marzo 2009) 

Holi festival – La festa dei colori in India (16 marzo 2009)

Il mandala trova nell’urbanistica moderna una nuova forma espressiva (14 marzo 2009)

Mandala e arte rupestre (12 Marzo 2009)
 






Hokuto Mandala, Mandala Giapponese delle Stelle

pubblicato 13 lug 2017, 05:29 da Annalisa Ippolito

L'Hokuto Mandala, o Mandala delle Stelle o del Grande Carro, è un mandala antico usato in Giappone in particolari riti per scongiurare disastri e calamità naturali, oppure per recuperarsi dalle malattie e richiedere la longevità. 
Gli esempi qui pubblicati risalgono circa al XII secolo (Periodo Heian). La più popolare versione in Giappone, ha al centro Shaka Kinrin (Ruota Dorata Shakia)  una manifestazione di Buddha Sakiamuni, il Buddha Storico, che seduto sul trono del Loto, sul Monte Meru, la montagna cosmica, tiene tra le mani, poste nel mudra Hokkai Join Mudra ( Mudra Buddha della meditazione), una ruota d'oroIl Buddha è collocato nel disco d'oro che rappresenta lo spazio infinito mentre l'azzurro della base ricorda l'oceano cosmico sede del Monte Meru. 

Il Buddha è circondato dalle sette stelle del Grande Carro, inserite ciascuna in un disco lunare, sotto sono posti i nove pianeti che includono Rau e Ketu, il sole e la luna, dato che i Plutone, Nettuno e Urano furono scoperti nei secoli successivi. 
Nel cerchio più esterno i dodici segni dello zodiaco ispirati alle costellazioni occidentali e inseriti in disco lunare bianco. Durante la dinastia Thang, in Cina era in uso lo zodiaco Occidentale, questo ha fatto sì che anche il Giappone ricevesse l'influenza dell'esoterismo greco-babilonese, pur se filtrato dall'astrologia indù, di cui la famiglia Sakia (la stessa del Buddha storico) deteneva le competenze. Durante il VI secolo le conoscenze esoteriche vennero importate dal Continente nelle isole nipponiche. 
Nel cerchio più esterno trovano collocazione le ventotto divinità delle case lunari, manifestazione di una costellazione o di un momento nel percorso della Luna nello zodiaco. 

Nel buddismo Tendai questo tipo di mandala  e' circolare, un esempio e' conservato nel  tempio di Hōryūji  a Nara, e le sette stesse sono poste in alto rispetto al Buddha dalla ruota d'oro, mentre il buddismo Shingon la forma del mandala e' quadrata e le stelle del Grande Carro sono poste in basso come si puo' notare  nel mandala conservato nel tempio di Kumedadera in Osaka. 

Nella tradizione antica era comune rivolgersi al Grande Carro per ottenere informazioni sulla propria sorte, perché il destino di una persona dipendeva dalla posizione astrale nel giorno e nel mese della nascita di una persona. Meno importanti erano il sole, la luna, i pianeti e le ventotto case lunari


Fonti:
E. ten Grotenhuis, Japanese Mandala 
S. Toru, Mandalas of inidvidual deities
Catalogo Museo Nazionale Nara, Buddhist painting of the Heian period

Mandala e pance disegnate

pubblicato 04 lug 2017, 09:03 da Annalisa Ippolito   [ aggiornato in data 04 lug 2017, 09:16 ]

Qualche  anno fa una mia amica, allora incinta, venne da me e mi porse un foglio: “guarda che cosa mi hanno dato al corso pre-parto...”. 
Era un mandala, un bel mandala di cui conoscevo l'origine, era un mandala della Grande Madre. Ispirato ai disegni antichi e primitivi delle comunità stanziali che avevano abitato le zone caucasiche nel neolitico. Lei mi guardava era diffidente, infatti non voleva colorarlo, le sembrava un gioco stupido era sospettosa di quella pratica e di quel disegno. Io le sorridevo di rimando ma non dicevo nulla. Era un momento delicato, la sua pancia abitata da un bebè che aveva a lungo desiderato meritava il rispetto e l'amore di tutto l'universo, questo lei lo sapeva. Solo che la sua cultura estremamente razionale non le permetteva di vivere questo momento in risonanza con la natura, nello stesso tempo la natura reclamava a gran voce e nel profondo il legame che univa lei e il cosmo in quel preciso momento della sua vita. La sua ostetrica era stata lungimirante. La mia amica era scettica. Temeva che venissero fuori troppe ansie e che invece di calmarsi il mandala le avrebbe creato altro stress. La capivo benissimo e non insistetti. Mi limitai a guardare il mandala in ogni direzione e a inviarle le energie della Grande Madre.

Oggi il mandala non fa più paura, anzi, è diventato uno strumento popolare per accompagnare i momenti più difficili e più belli della vita delle persone. E anche il rapporto tra le gestanti e il mandala è cambiato. In questo periodo sono inondata di immagini di ventri disegnati. 
È diventata una moda, uno strepitoso successo di pance disegnate e colorate si trovano sul web esibite con orgoglio e gioia, rappresenta una evoluzione della body art da una parte e un ritorno ai rituali primitivi dall'altra. 

Usato come amuleto, come protezione potente per il nascituro, il mandala disegnato sulla pancia rappresenta un ulteriore legame tra il mondo interiore della madre, l'universo e il bebè che cresce e si forma. Una restituzione parziale di naturalezza ad una condizione, quella di essere incinta, che ha perso molto della sua identità nel corso dell'ultimo secolo. Medicalizzata, ospedalizzata, asetticizzata l'esperienza della gestazione ha rischiato di essere trattata come una malattia e non come il bellissimo e naturale evolversi della vita che chiede di essere compiuta. 

Il mandala restituisce una dignità ancestrale al legame tra le donne e la natura. La generatività biologica è un evento inserito nel ciclo della vita, probabilmente più raro ai giorni nostri ma più consapevole. Come le piante germogliano e si aprono generando frutti e  nuovi virgulti in un eterno circolo sacro di riproduzione, così il “corpo incinto” disegnato e colorato diventa il ventre sacro della madre terra. Diventa il simulacro della donna mais dei nativi americani, della Eva partoriente, di Gea che tutto contiene. 
Il mandala allora assume il valore di un sigillo, delicato e definitivo sulla vita che sta nascendo e il gesto tutto femminile di decorare il corpo con l'henné rimanda l'immagine del serpente che attorcigliato su se stesso protegge l'uovo cosmico, il tesoro dell'universo, la vita che sta nascendo. 

Ho scaricato alcune immagini dal web per celebrare la vita e il mandala che mi pare un connubio armonioso e morbido, profondo.

 
 
 
 
 
 
 
 
 

Mandala: il cerchio e la cosmologia medievale

pubblicato 04 giu 2017, 10:44 da Annalisa Ippolito

Ai primordi della storia umana il sacro è la rappresentazione delle forze della natura e il Cosmo viene sistematizzato e ordinato seguendo la forma geometrica apparentemente regolare che lo sostiene. La cosmologia quindi si ispira all'osservazione del mondo naturale e alle sue armonie
La linea dell'orizzonte che appare perfettamente circolare, il movimento degli astri e i punti cardinali che suggeriscono una proiezione ortogonale e geometrica sono alla base delle due forme geometriche associate al cielo e alla terra, il cerchio e il quadrato. 
Nel cerchio quindi prende posto lo Spazio divino, abitato dal Sole e dalla Luna, dalle stelle fisse che contribuiscono a creare i segni zodiacali i quali sono all'origine del calendario e delle stagioni.

La Cosmologia influenza la vita sociale delle più antiche comunità e nello stesso tempo determina la costruzione e la rappresentazione dell'universo. Schemi geometrici, anche elaborati, sono alla base di costruzioni sacre, rappresentazioni divine e speculazioni filosofiche.

I mandala
del buddismo Vajrayana sono nello stesso tempo, dei diagrammi dell'universo, delle architetture immaginarie e un sostegno per la meditazione la loro forma influenza molte costruzioni sacre e viceversa. 
Una delle correnti la Dzogchen usa nella sua pratica il Tibetan Thodgal Tigle o Raimbow Mandala
Consiste nel considerare il corpo una entità che al culmine della pratica si dissolve nella luce  dell'arcobaleno emanazione dell'universo.

Nel mondo occidentale invece nello stesso periodo in cui si diffondono i mandala in oriente la cosmologia risente degli influssi tolemaici, che a loro volta si ispiravano alla filosofia di Aristotele, la terra è al centro di un universo che si espande al suo intorno in sfere concentriche, il mondo sublunare, in cui trovano spazio, tutti gli e quattro gli elementi con un movimento dall'alto verso il basso e viceversa, i pianeti con il sole e la luna e le stelle fisse con i segni dello zodiaco; questo mondo corruttibile e finito, mentre il luogo sopralunare, lo spazio cosmico perfetto è eterno, incorruttibile, con un andamento circolare che torna sempre su se stesso. 

Anche se non scientificamente provata questa immagine cosmologica ha trovato una enorme accoglienza nella cultura medievale e nella teologia che pose al centro il Dio, che diventa il Primo Mobile, intorno a lui le sfere diventano cielo e terra. Tutte le sfere si muovono creando armonia e “musica delle sfere” che però Adamo in quanto uomo fallibile e peccatore non può più ascoltare.

Fino all'avvento di Copernico e Galieo nel XVII sec., la concezione cosmologica tolemaico-aristotelica con le sue Sfere cosmiche ha continuato a riscuotere consensi e a far parte dell'immaginario collettivo culturale della società medievale  tanto da comparire in numerosi manoscritti dell'epoca.

Fonti:
M. Eliade, Sacro e profano
J. Cannon, Le langage secret des lieux sacrés
E. GarinAstrology in the Renaissance: The Zodiac of Life

 
 
 



Il mandala e il pugnale “phur bu”

pubblicato 11 mag 2017, 09:55 da Annalisa Ippolito

Il pugnale o phur bu (foto a sinistra) è uno strumento molto importante nel rituale del mandala tradizionale. È usato dai monaci durante la cerimonia di purificazione dello spazio sacro preposto alla costruzione del mandala di sabbia per inchiodare a terra gli spiriti maligni. I monaci si spostano, creando un “mandala in movimento” o “mandala dinamico” seguendo una specie di danza e una camminata che segue attraverso dei movimenti specifici una sequenza ben ordinata che ha radici negli antichi testi sacri; alla fine i pugnali sono conficcati in ciascuna delle dieci direzioni del mandala. 

Simbolicamente, il phur bu esprime la capacità di spezzare le emozioni negative che si incontrano sul cammino di liberazione interiore e i suoi cinque metalli fusi in una lama a tre tagli, o triangolare, che si chiude con una impugnatura a tre volti, con un dorje (vajra) o un nara è lo strumento attraverso il quale i monaci costruiscono il “cerchio protettivo”, ovvero il primo mandala.  

Il pugnale ha un duplice significato all'interno del mandala, da una parte protegge lo spazio sacro perché raccoglie l'emanazione degli spiriti maligni tenendoli lontani, dall'altra accoglie le divinità della gnosi  (conoscenza sapiente) che si combinano ai primi e contribuiscono a tenere fuori le idee limitanti che ciascun partecipante porta con sé. 

Fonti 
G. Tucci, Teoria e Pratica del Mandala
M. Brauer, Il cerchio Sacro del Buddismo Tibetno 
Robert Beér, The encyclopedia of Tibetan symbols and motifs

Il loto e il mandala

pubblicato 14 apr 2017, 14:03 da Annalisa Ippolito

Il fiore di loto è un simbolo profondo in Oriente, perchè l'Oriente afferma che dovresti vivere nel mondo, ma senza farti contaminare da esso... Esso cresce dal fango, nell'acqua, tuttavia resta incontaminato dall'acqua. Ed e' simbolo di trasformazione: il fango si trasforma nel fiore più bello e fragrante che questo pianeta conosca. 
Osho

Il loto prfumatoche rallegra il cuore cresce nel fango sul ciglio della strada. Così fra i ciechi mortali il discepolo del Buddha splende per la sua saggezza. 
Dhammapada 58-59



Il fiore di loto ha una lunga tradizione nella cultura orientale. Il suo simbolismo per questo motivo ha diversi livelli di lettura.
È considerato un fiore sacro in molte culture. Nel Buddismo e nell’induismo la sua simbologia rimanda alla capacità della mente illuminata di evolversi, non a caso nonostante le sue radici affondino nel fango la sua corolla e i suoi petali sono bellissimi e perfetti. Come il cuore puro del saggio che non si lascia contaminare, né offuscare dalle tenebre della realtà illusoria.  

Secondo una leggenda, il Buddha ricevette l’illuminazione e immaginò che gli uomini fossero come fiori di loto e decise di offrire loro la possibilità di sbocciare e di diventare il meglio che potessero essere. Da questa narrazione il loto è diventato simbolo di virtù. Lo stelo rigido rimanda alla fermezza, la presenza di più fiori sullo stesso stelo sono l’armonia coniugale, la rigogliosità della pianta la prosperità, i semi abbondanti una prole numerosa, inoltre spesso, in molte tangka rappresenta il presente, il passato e il futuro. 

La purezza e la bellezza di questo fiore rimandano alla limpida spiritualità del Buddha che spesso nei mandala è raffigurato assiso sul trono di diamante o fiore di loto. 
La simmetria dei suoi petali, otto o suoi multipli, lo rendono il simbolo dell’Universo della sua euritmia e della sua armonia.  Nel mandala si trova raffigurato al centro, spesso ospita non solo l’emblema della divinità che presiede un dato mandala, ma ne contiene il simbolo-seme. 

Per i cinesi il loto è uno strumento di purificazione delle anime, mentre per gli antichi egizi il loto blu era il fiore sacro della rigenerazione e della resurrezione. Il dio Ra era, nella sua fase primordiale, racchiuso nel fiore di loto galleggiante e quando si risvegliò permise al fiore di aprire la sua corolla. 
Nell’induismo il loto è la culla di  Visnhu che, come Ra, dormiva e al suo risveglio un loto uscì dal suo ombelico, ma altre divinità come Lakshmi e Agni sono direttamente collegate alla simbologia del loto; per non citare poi i Chakra. A ciascuno dei quali è associato un loto con un numero di petali che terminano nello splendore e nella perfezione del Loto dai Mille petali.  


Fonti per approfondimenti: 
Dhammapada i detti del Buddha
Filosofia delle forme simboliche, E. Cassirer
Le phanthéon egyptien, J.F. Champollion 
Immagini e simboli, M. Eliade

Surya il mandala del sole

pubblicato 16 feb 2017, 02:06 da Annalisa Ippolito

Il simbolismo solare, così come quello lunare, sono molto importanti nella pratica e nell'arte del Buddhismo Tantrico. Alludono a molte altre entità duali (come maschio e femmina, luce e ombra ecc.) che con la pratica Buddhista si uniscono nella non-dualità, spesso sono equiparati al Monte Meru.

Questo complesso mandala, di fattura nepalese, è centrato intorno alla figura di Surya, il dio del sole, di colore rosso, mentre guida un carro trainato da sette cavalli. E' ritratto nel tipico abbigliamento del nord, con la corazza e una tunica lunga. In ogni mano tiene un loto in piena fioritura. Al suo fianco ci sono quattro figure femminili. Quelle accovacciate sono Pratyusha e Usha mentre lanciano frecce alla notte per accelerare l'arrivo del giorno. Le due figure in piedi possono essere le sue mogli Rajni “Regina” e Chaya, “Ombra”

Intorno a lui sono sedute nella posizione del loto le otto divinità planetarie, circondate a loro volta da ventotto figure che sono l'allegoria delle costellazioni e delle case astrali introno all'eclittica. 

Ai quattro angoli sono posizionati i dodici segni zodiacali. Nei dettagli si possono riconoscere riferimenti ai donatori. Da notare inoltre l'assenza dei Cinque Buddha il che farebbe pensare ad una matrice Indù.

L'iconografia di Surya ha subito variazioni nel tempo, a seconda della regione e delle influenze ricevute che furono nei secoli prima e dopo Cristo greche, iraniane, sciite e kushana in alcuni casi fu rappresentato con gli stivali alti e un mantello,come nel nostro mandala. Ciò che lo contraddistingue e lo rende riconoscibile è il carro del sole, trainato da sette cavalli, a volte anche quattro secondo la tradizione greca; altro segno distintivo è la corona a raggiera e le sue braccia sono due mentre in ciascuna mano porta un loto. 

A volte il Sole è rappresentato ai lati delle porte dei monasteri buddisti con Chandra (la dea della Luna) con la quale condivide l'importante compito di creare equilibrio tra il giorno e la notte. Nella versione aniconica è raffigurato come un cerchio rosso con i raggi, altre volte invece è tradotto con una svastica o un anello di pietra. 

Fonti:
R. Fisher, Art of Tibet
Pratapaditya Pal, Tibetan Painting




Il mandala e la sua natura segreta

pubblicato 01 feb 2017, 15:47 da Annalisa Ippolito   [ aggiornato in data 01 feb 2017, 23:47 ]

Il mandala e' cosa per sua natura segreta. 
Se te ne interessi per acquisire fama, vantando orgogliosamente con gli altri il frutto delle tue ricerche, non hai l'atteggiamento giusto. Se invece la tua opera scaturisce da sforzi per offrire aiuto agli altri, questo e' l'atteggiamento mentale giusto per contribuire alla propria e altrui liberazione”. 
Khempo Thubten a Martin Brauen
cit. Martin Braunen

Il mandala ha una storia lunga, affascinante, piena di simboli e segreti che non sono sempre accessibili all'occhio e all'orecchio di chi non maneggia bene il suo linguaggio. Tuttavia per sua natura e' intrinsecamente radicato all'interno dell'anima dell'intera umanità, questo il motivo per cui e' facile pensare di poterlo usare e definirlo un "piacevole passatempo", o uno strumento di meditazione o un disegno. Il mandala però è molto di più. 

E' un percorso, è una strada che una volta intrapresa non sappiamo dove ci conduce, speriamo, auspichiamo alla liberazione e alla luce. Tuttavia è difficile darne una definizione piena e concreta dato che ci riferiamo ad un sistema distante, sia culturalmente che spiritualmente, da quello in cui siamo abituati a muoverci.

Il mandala è il ritratto dello spirito umano, dice Midal, fa riferimento a un insieme di elementi che costituiscono l'intero essere umano.
L'ego umano, secondo il buddismo tantrico, prende coscienza di sè quando esperisce l'esistenza, la forma delle cose, per forza finite e per forza cristallizzate in qualche "oggetto" tridimensionale, quello che noi chiamiamo comunemente realtà. 
Per comprendere queste forme, non possiamo fermarci alla loro apparenza ragionata, abbiamo bisogno di sentir
li e per fare questo ci poggiamo ai sensi, al piacere, al dispiacere che proviamo nel relazionarci a una cosa o a una persona o a un paesaggio o a una esperienza. Le nostre impressioni sensoriali rispondono al bisogno di comprendere, di amare o odiare e da ciò scaturisce il dualismo in cui muoviamo, in cui creiamo una scala di valori e uno schema di giudizio basato sui distinguo e sulle sensazioni legate al piacere e al disgusto. Estendiamo poi questa duplicità ai sentimenti di buono, cattivo, valido, non valido e cerchiamo di renderli più concreti; la nostra coscienza, il nostro meccanismo di base, coordina tutte queste funzioni, abitudini le chiamo, per rendere la realtà comprensibile e darci l'illusione di poterla gestire e organizzare. Tutto ciò pur dandoci quel minimo di sicurezza nei confronti della comprensione della realtà e' comunque una attitudine limitata.

Il mandala va oltre questo nostro limite, il mandala è una evoluzione di queste capacità limitate e limitanti e fa riferimento alle cinque famiglie di Buddha che sono alla base del percorso del risveglio, alla base della costruzione dell'Universo, come ci suggerisce Chögyam Trungpa.
Ogni famiglia ha un Buddha, un colore, un demone, un elemento, un valore, una capacità trasformante; ciascuno di questi Buddha e ogni sua famiglia contribuiscono alla consapevolezza che non c'è una distinzione tra esterno e interno, tra tutto e individuo, non c'è confine perché non c'è differenza nella materia e quando saremo capaci di comprendere questo, di entrare nella verità del simbolo, allora saremo nel mandala. E questo dato ci accompagnerà nella liberazione dal dolore e dalla oppressione che le nostre limitate considerazioni ci vendono come unica possibile vita.

In questo senso il Buddha suggeriva di scegliere accuratamente le parole con cui ci esprimiamo perché creiamo la nostra realtà e di essere il cambiamento che vorremmo perché negli altri non possiamo cercare o pretendere quello che noi stessi non siamo. 
Per questo il mandala non è uno strumento di vanto, di orgoglio, di ricerca per ottenere qualche beneficio mondano, è uno strumento per accrescere il benessere e la completezza dell'umanità. 
Una offerta per contribuire alla pace e all'armonia del mondo, uno strumento che ci spinge all'altruismo e alla condivisione del benessere, delle risorse e della ricchezza. Il destino dell'Uomo è la Pace e senza giustizia non c'è pace, non ci può essere benessere, non ci possiamo sentire parte di un tutto.
Ecco il segreto del mandala, ecco la grande difficoltà nel realizzarlo ed ecco perché è così facile lavorare anche in maniera inconscia con questo disegno, affonda le radici nelle origini dell'umanità e i concetti che lo sorreggono rigenerano in ciascuno questo sentimento di unione e capacità di accogliere. 
Annalisa 

fonti:
G. Tucci, Teoria e pratica del mandala
F. Midal, Mandala, retrouver l'unite' dans le monde
C. Trungpa, Le mithe de la liberte' 

Calendario Mandala 2017

pubblicato 13 dic 2016, 05:02 da Annalisa Ippolito

https://issuu.com/mandalaweb/docs/mandalaweb2017
Il calendario mandala è una bella tradizione che si rinnova da quasi dieci anni. è stato pubblicato online per portare gioia e armonia ovunque sarà esposto, come strumento che parla alla nostra spiritualità, a prescindere dalla fede di ciascuno. 
E' un invito a fermarci a riflettere su quanto abbiamo. E su come lo viviamo.

L'auspicio e' che guardando il mandala del mese, per qualche minuto al giorno, riusciamo a guardare dentro di noi e a riconoscere quell'umanità che ci rende tutti e tutte degni di rispetto e pazienza. Ogni volta che guardiamo la bellezza del mandala, le sue simmetrie e i suoi colori questi ci rendono consapevoli di noi e del mondo che ci circonda e riaccendono le nostre energie positive. 

L'augurio che porgo a ciascuno con questo calendario mandala 2017 è che ognuno trovi in sé la scintilla che lo renda cosciente della proprie qualità e della loro forza gioiosa che può essere impegnata nell'arte del costruire la propria vita.

Buone Feste e Buon 2017 
Annalisa






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Tsakli o TSAKALI: le miniature per i rituali di iniziazione tibetani

pubblicato 04 dic 2016, 14:02 da Annalisa Ippolito   [ aggiornato in data 04 dic 2016, 14:05 ]

Le Tsakli o Carte dell'Iniziazione
sono delle miniature dipinte usate nei rituali tibetani, uno strumento in realtà poco conosciuto in occidente e del quale si parla raramente. In realtà le fonti sono scarse e l'uso di queste carte pare confinato alla tradizione tibetana. 
Lobsang Lhalungpa sottolinea nei suoi scritti che la parola Tsakali non sembra essere una parola tibetana, potrebbe essere derivata da una parola sanscrita o essere un nome composto. 

Simili a delle Thangka, ma molto piu' maneggevoli, le Tsakli sono impiegate in numerosi riti; come ausili nella visualizzazione per l'aumento del potere conoscitivo e per la purificazione della mente, per la costruzione di mandala rituali, per la trasmissione degli insegnamenti e a volte sostituiscono oggetti cerimoniali nei funerali. 

I soggetti dipinti nelle carte coprono una vasta gamma delle maggiori divinità e protettori del pantheon buddista con i loro vari attributi di potere e le offerte appropriate. Mentre le Tangka, spesso indugiano nella rappresentazione di immagini dettagliate, le Tsakli si concentrano di solito su un unico soggetto alla volta e sono molto sintetiche. Talvolta appare in calce la scritta della divinità o della virtù raffigurata. Una carta può avere come soggetto Mahakala (Il Grande Nero~ il protettore del Dharma), l'attributo Vajra (lo Scettro), il rosario di teste, la coppa cranio e così via. 
Sul retro appaiono delle descrizioni che esaltano l'aspetto fisico della qualità o virtù che si manifesta nell'immagine sul recto e che e' direttamente collegata alla divinità. Probabilmente il lama, maestro leggeva la frase prima di disporre la carta per terra e questo faceva si' che le manifestazioni legate ad una divinità aiutassero il monaco-studente a riflettere, concentrarsi, meditare e purificare la mente guardando direttamente la carta. 
Con un intero mazzo di carte, che va da sei a piu' di cento, si può creare un intero mandala rituale. Quanto le carte vengono poste a realizzare un mandala sul pavimento la loro funzione e' quella di creare uno spazio sacro proprio come quello di un tempio. 

A volte vengono poste sul pavimento per purificare un'area prima di costruire un monastero con i quattro guardiani nelle posizioni dei quattro punti cardinali e in questi casi le Tsakli di cartone possono essere sostituite da una versione intagliata in legno. Regalando cosi' al mandala l'aspetto tridimensionale.

Per facilitare la visualizzazione durante i rituali le carte Tsakli sono spesso mostrate brevemente agli iniziati dal lama officiante che le tiene alla distanza di un braccio, oppure, sostenute da un bastone, sono esposte sull'altare.
Talvolta le carte vengano disposte su una tavola e nel corso di diversi giorni sono gradualmente cambiate diventando strumenti di insegnamento; possono essere integrate con le offerte di “torma” (dolci per offerte rituali, fatti di avena e burro impastati) e anche in questo caso formano un mandala tridimensionale. Una sorta di mandala dell'offerta.

Per i lunghi spostamenti, possono essere collocate singolarmente all'interno di un altare portatile chiamato Gau, e oltre a proteggere il pellegrino da attacchi di spiriti maligni sono comodamente trasportate senza rischiare danneggiamenti. 
In alcuni rituali le Tsakli sono utilizzate al posto di alcuni oggetti che sono difficili da procurare come le pietre preziose dai diversi colori o le pelli scorticate dei demoni.

Le Tsakli hanno un ruolo centrale anche nelle cerimonie funebri quando guidano la consapevolezza del defunto attraverso il reame intermedio del Bardo. 

I materiali
impiegati per le carte Tsakli sono generalmente o panno o cartone realizzato incollando diversi strati di carta himalayana. Alcuni mazzi molto rari sono state realizzate su fogli molto sottili di carta, accuratamente dipinte e poi tagliati e incollati lungo i bordi. Altre Tsakli sono prima state intagliate su legno e poi stampate su carta o tessuto. 

Come precedentemente accennato non ci sono testimonianza dell'uso delle carte in India, Cina o Sud Est asiatico, probabilmente costituiscono un costume esclusivamente Tibetano. Probabilmente furono dipinte da un artisti nepalesi per la scuola buddista del Lignaggio di Nyinga
Data la scarsità di fonti e' quasi impossibile speculare sull'uso originario di queste Carte. Le carte conservate al Metropolitan Museum di New York, risalenti al VX sec. circa, sono probabilmente le uniche che ci sono arrivate integre e con il mazzo completo. Il fatto che si possa costruire un mandala intero ne suggerisce l'uso per riti di iniziazioneL'unica cosa certa e' che queste carte hanno giocato un ruolo importante nelle antiche arti rituali del Tibet e delle regioni più impervie dove si e' diffuso il Buddismo. 

Fonti: 
Juan Li: Tibetan Ritual Miniature Paintings, March 17, 1995
Kurt Behrendt, Mental Purification Using a Tibetan Tsakali Mandala, Met Museum, 2015
Alex Wayman. The Buddhist Tantras: Light on Indo-Tibetan Esotericism. New Delhi: Motilal Banarsidass, 1990
Karmay, Samten Gyaltsen, Secret visions of the Fifth Dalai Lama : the gold manuscript in the Fournier Collection Musée Guimet, Paris, 1998
Angela Sumeci, Dreamworlds of Shamanism and Tibetan Buddhism: The Third Place, 2008

Mandala incontra l'HIV ~ free coloring mandala per riflettere sulla realta'

pubblicato 01 dic 2016, 01:34 da Annalisa Ippolito   [ aggiornato in data 01 dic 2016, 03:02 ]

"Le vostre anime viaggiano sulle ali dell'amore. 
Vi porto nel cuore."
Annalisa 


Oggi 1 dicembre in tutto il mondo si celebra la giornata mondiale contro l'AIDS o HIV. Una malattia che dagli anni '80 ha mietuto molte vittime. 
Tra loro ne conoscevo alcune. La mia partecipazione al loro calvario fatto di ignoranza, perché non si sapeva bene cosa fosse, di distrazione perché quando si e' giovani ci si sente inattaccabili e invincibili, di pregiudizio, perché il "diverso" era doppiamente colpevole in un mondo di moralisti senza alcuna morale, e' stata una lezione di cui ancora oggi riconosco l'importanza. Soffrivano loro e soffrimmo insieme. 
Oggi, ma non solo oggi, li voglio ricordare. Voglio ringraziare il loro coraggio nonostante la paura, il loro amore per la vita e la loro sensibilità, e il senso dell'umorismo con il quale si riuscivano a sdrammatizzare molti dolori. 

Il mandala e' uno strumento di meditazione e di pace, abbiamo più volte detto. Questo e' lo spirito con cui lo ho preparato.

E' possibile scaricarlo e colorarlo. 
E meditare sulla vita, sull'importanza della prevenzione, sull'importanza della tolleranza e sull'importanza della conoscenza. 

Saro' felice di pubblicare in una pagina apposita tutti i mandala che torneranno indietro colorati (entro il 10 dicembre). Chi vuol partecipare al ricordo di ciascuno puo' firmare il suo mandala e se vuole puo' aggiungere una frase. Pubblichero' anche quella.
Puo' essere un lavoro personale, di gruppo, scolastico, di amici, di famiglia... 

Due parole sul mandala: ho creato questo mandala con il nastro rosso al centro ( "Il Nastro Rosso è il simbolo mondiale della solidarietà agli HIV-positivi e ai malati di AIDS, e unisce le persone nella comune lotta contro questa malattia"  Red Ribbon Foundation) perche' e'  nel cuore che incontriamo gli altri; intorno le ali stilizzate sono un richiamo alle anime allo spirito di tutti che volando alto sul dolore umano ci permette di comprendere, essere solidali e creare ponti tra i diversi mondi.

Ecco oggi iniziamo il mese di dicembre con un ricordo e un mandala per riflettere...

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